
Da ieri girano per il Mac Web i risultati di uno “studio” condotto da Retrevo secondo cui l’interesse degli utenti per l’iPad è scemato dopo la presentazione del dispositivo. Il 52% su un totale di mille intervistati afferma di aver sentito parlare di iPad ma di non essere interessato all’acquisto del tablet di Apple.
Il 18% afferma di non sapere proprio cosa sia un iPad, il 21% dice di necessitare di maggiori informazioni prima dell’acquisto, mentre solo il 9% degli intervistati ha detto che senza dubbio comprerà il dispositivo. In un identico sondaggio condotto prima dell’evento del 27 gennaio, solo il 26% degli intervistati aveva detto di non essere interessato all’acquisto dell’ancora presunto tablet di Apple.
Prima di prendere per oro colato questi risultati e lanciarsi in un’invettiva sulla deprimente inutilità dell’iPad decisa per mozione popolare, sarebbe bene capire meglio di che tipo di sondaggio si parla e soprattutto da chi è stato realizzato.
Innanzitutto va specificato che Retrevo non è una firm che si occupa di statistica ma semplicemente un sito di confronto prezzi, che per quanto ben avviato, non è forse la fonte più attendibile per sondaggi di questo tipo.
Ma anche prendendo per buono il fatto che lo “studio” sia stato condotto da Retrevo, non si può non segnalare una certa mancanza di trasparenza sui metodi e sul campione: 1000 utenti del sito scelti a caso intervistati prima del lancio e poi un secondo campione, sempre di 1000 unità, nuovamente scelto a caso dopo il lancio del dispositivo. Nessuna indicazione sul tipo di intervista condotto (telefonica, via mail), ma la semplice precisazione sul presunto assortimento corretto degli utenti chiamati a rispondere.
John Gruber fa poi notare che sempre Retrevo, ad agosto scorso, aveva affermato in un analogo studio che i MacBook e MacBook Pro avrebbero subito una gran batosta nel mercato back-to-school ad opera dei netbook. I risultati finanziari dell’ultimo trimestre solare del 2009 (il Q1-2010) hanno raccontato una storia ben diversa.
Il successo dell’iPad è ancora in forse, non lo mettiamo in dubbio. Non si può al momento sbilanciarsi troppo (almeno di non avere la faccia di bronzo come certi analisti finanziari) sulle prospettive di vendita del dispositivo. Allo stesso modo prendere per buono in maniera acritica un sondaggio di questo tipo non ci sembra una buona soluzione per prevedere che ne sarà del tablet di Cupertino.