Safari avrebbe potuto chiamarsi Freedom o iBrowse

di Andrea "C. Miller" Nepori 5

Il prossimo 7 gennaio il browser Safari compirà dieci anni. All’inizio del mese di dicembre, A.D. 2002, il team di sviluppo stava completando il prodotto senza che un nome fosse stato ancora deciso, ad un mese scarso dalla presentazione ufficiale.
Dan Melton, allora a capo del progetto, ha affidato al proprio blog il ricordo di quei giorni e ha scritto di come Safari, browser dal nome praticamente perfetto, abbia rischiato di chiamarsi in tutt’altro modo: “Freedom” o, ancora peggio, “iBrowse”.

Nell’estate del 2002, ricorda Melton, ai piani alti si accorsero che lo sviluppo di un browser per OS X stava andando alla grande e che il team avrebbe potuto finalizzare il progetto entro la fine dell’anno.
Durante alcune delle riunioni tecniche cominciò allora a saltare fuori l’argomento “nome”. La “cosa” doveva pur essere chiamata in qualche modo.

Durante una di quelle riunioni Steve Jobs cominciò a passare in rassegna tutti i possibili nomi papabili che erano emersi fino a quel momento, declamandoli a voce alta per capire quali suonassero meglio.

“Non ricordo tutti i nomi ma uno che mi salta in mente è ‘Freedom’. Steve lo provò per un po’ su di noi,” scrive Melton. “Penso che gli piacesse perché invocava un immaginario positivo di persone rese libere. A, altrettanto positivo, testimoniava la nostra libertà da Microsoft e da Internet Explorer, la compagnia e il browser da cui dipendevamo in quel periodo”. 

Fra gli altri nomi che avrebbero potuto prendere il posto di quello che fu poi scelto c’erano anche Alexander (il nome con cui il progetto veniva indicato internamente) e iBrowse, che giocava sulla moda del suffisso in i- e di cui in realtà tutti avevano subito decretato le scarse potenzialità.

Alla fine, ricorda Melton, fu il Marketing Product Manager Kurt Knight a comunicargli, verso la fine della seconda settimana di dicembre, il nome che era stato selezionato. Non si sa chi fosse l’artefice di quella scelta, se Steve Jobs in persona o qualcuno a lui vicino. Sta di fatto che “Safari” fu, e parve subito a tutti un nome perfettamente calzante che spazzava via la spaventosa ipotesi “Freedom” e l’ancora peggiore “iBrowse”.

Il racconto di Melton riporta qualche dettaglio in più che gli amanti delle “vecchie storie Apple” sicuramente apprezzerano.