GlassUp, gli occhiali interattivi made in Italy

di Andrea "C. Miller" Nepori 5

Quando si pensa ad occhiali in realtà aumentata collegati al proprio smartphone è quasi impossibile non associare l’idea al progetto Google Glass, la cui esposizione mediatica e di marketing è comprensibilmente enorme.

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Ma non di soli Google Glass vive il geek del futuro. GlassUp è un’innovativa start-up tutta italiana che ha in cantiere un prodotto analogo ma dotato di caratteristiche che lo differenziano sensibilmente dal progetto di Mountain View.
In questi giorni è in corso un round di finanziamento su IndieGogo per l’avvio della produzione industriale e noi, per saperne di più, abbiamo parlato con Claudio Forte, responsabile Marketing e Comunicazione per GlassUp.

“I Glass Up sono sostanzialmente un secondo output video per il tuo dispositivo,” si legge nella descrizione del prodotto su IndieGogo. “E’ come essere sempre al corrente di tutto senza la necessità di controllare continuamente lo smartphone.”

Il concetto di fondo, almeno in questa prima versione del dispositivo, è monodirezionale. A differenza dei Google Glass i GlassUp mostrano solamente informazioni che si possono visualizzare sotto forma di notifica. Sono meno invasivi e pervasivi, dunque, della controparte californiana e sfruttano una tecnologia di visualizzazione differente che distrae meno e, a detta dei creatori, affatica molto meno la vista.

La startup nasce nel settembre del 2011, ben prima che Sergey Brin desse una discussa dimostrazione pubblica del progetto Google Glass. A fondarla è l’attuale CEO Francesco Giartosio, già manager per FIAT e Ducati; al team di uniscono Gianluigi Tregnaghi, CTO forte dell’esperienza nel settore ottico e nella costruzione di caschi per piloti aeronautici, Andrea Tellatin (COO), la cui esperienza con il progetto I’M Watch trova applicazione nella tecnologia di GlassUp e Alfio Giuffrida, Business Development Director, esperto nel settore telecomunicazioni da manager vendite.

ricetta amatriciana

E’ un prodotto “designed in Italy” nel suo complesso. “Avere sede nel Nord Est della Penisola ci ha aiutato molto,” mi spiega Claudio Forte, “perché gran parte dell’industria di occhiali ha sede proprio qui e i marchi italiani sono famosi in tutto il mondo.”

Nella pagina della campagna di funding su Indiegogo si fa subito riferimento alle differenze fra i GlassUp e i Google Glass. Il prodotto italiano in questa prima versione mostrerà solo messaggi monocromatici (per una maggiore leggibilità) e punterà su altre differenze: meno interazione, più discrezione e maggior comfort.
A Forte ho chiesto di spiegarmi meglio queste differenze:

“Con un prodotto uguale non avremmo chance di sopravvivere. Così ce la possiamo giocare, e in molti già considerano il nostro prodotto migliore per determinati utilizzi. Ribadisco: è un prodotto diverso, non necessariamente migliore/peggiore.
Il nostro sogno è di riuscire ad andare incontro alle svariate richieste che riceviamo, quindi l’evoluzione del prodotto si basa su questo, e se ci verrà chiesto di produrre anche occhiali con più multimedialità come I Google Glass, lo faremo.”

Differenziazione rispetto alla concorrenza, dunque, e target possibilmente diverso da quello di Google:

Il nostro obbiettivo è quello avere un prodotto che entra nel quotidiano, dal mattino alla sera, che possa servire agli utenti e che non faccia affaticare la vista.
Noi nella prima versione proietteremo solamente informazioni “necessarie” come ad esempio le indicazioni stradali, i dati relativi ad un’opera ed altro ancora.
Il vantaggio dei GlassUp è che per vedere la notifica non ci dobbiamo “isolare” dal mondo esterno (puntando lo sguardo altrove) poiché l’utente può vedere ciò che ha davanti.

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Un altro aspetto che differenzia in maniera netta i GlassUp dai Google Glasses è senza dubbio il prezzo.
Su IndieGogo l’azienda promette un lancio del prodotto nel corso dei primi mesi del 2014 a 299€, sia che la campagna vada a buon fine oppure no.¹
Ho chiesto a Forte se sono sicuri di questa data e possono confermarla:

Si, ne siamo certi. Innanzitutto avremo le prevendite arrivate su Indiegogo da accontentare. Inoltre abbiamo un passato di spese ingenti, principalmente l’investimento di Francesco, e si va avanti a tutti i costi. Come? Con un venture capital.
Inoltre siamo in contatto con molte aziende importanti, una tecnologia ormai ultimata, e tutto pronto per proseguire.
La campagna su Indiegogo ovviamente ci faciliterebbe la vitae aiuterebbe questo marchio italiano a farcela.

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Fra le problematiche da affrontare per il lancio di un prodotto come GlassUp c’è anche la diffusione del supporto da parte degli sviluppatori, al fine di creare un’ecosistema che possa dirsi davvero integrato con i dispositivi mobili che oggi dominano il mercato. Anche sotto questo punto di vista in quel di Modena si dicono soddisfatti di come stanno andando le cose:

“L’occhiale sarà compatibile sia con iPhone che con Android e stiamo lavorando alla versione per Windows Mobile. Entro qualche mese inoltre saranno messi a disposizione tutti gli strumenti (skd,api,etc..) per gli sviluppatori in modo che potranno integrare e/o creare le loro app per l’occhiale.
Abbiamo moltissime richieste da parte di sviluppatori vogliosi di collaborare. Non possiamo dare nomi e cognomi, ma possiamo dire che ci saranno app specifiche per musicisti, sordi, musei, teatri, medici, e molto altro ancora. So che sono informazioni molto poco indicative, ma possiamo promettere news importanti nell’arco del prossimo anno.”

News, aggiornamenti e informazioni su GlassUp sono disponibili sul sito ufficiale della startup.


Note:

  1. La campagna Indiegogo è del tipo keep-it-all. Significa che tutti i fondi raccolti saranno comunque trasferiti all’azienda, indipendentemente dal raggiungimento del capitale richiesto.  ↩