iPod, la fine di un’epoca: quale futuro?

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

I numeri relativi al primo trimestre dell’anno fiscale 2014 Apple, pubblicati lunedì scorso, parlano chiaro: ci stiamo avvicinando a grandi passi alla fine dell’epoca iPod. Durante le festività natalizie Apple ha venduto “solo” 6 milioni di lettori multimediali. Possono sembrare ancora tanti – lo sono – ed hanno comunque generato un fatturato di 973 milioni di dollari, ma alla fine del 2012 Apple ne vendette praticamente il doppio.
Alla luce di questo nuovo drastico calo di vendite, che tuttavia non sorprende nessuno, rimane solo da chiedersi per quanto Apple deciderà di tenere in vita l’iPod e quale futuro prossimo aspetta il prodotto che più di tutti ha contribuito a rivoluzionare Apple all’inizio del millennio.

iPod_family_PF_overlap_SCREEN

Capire le ragioni del declino dell’iPod non è difficile. L’iPhone è ovviamente il primo colpevole e del resto Apple era perfettamente consapevole che il successo del melafonino avrebbe influito negativamente sulle vendite dell’iPod.

Nel corso degli ultimi anni l’iPod touch era riuscito a puntellare le vendite e a mitigare un trend negativo che era comunque già perfettamente visibile. L’introduzione dell’iPad mini Retina, quest’anno (con il conseguente abbassamento del prezzo dell’iPad mini originale) ha contribuito alla diminuzione di interesse verso il prodotto.

Anche la crescita di servizi di streaming musicale come Spotify Pandora o iTunes Radio, che necessitano spesso di una connessione ad Internet in mobilità, ha limitato fortemente l’appeal dell’iPod touch.

S’aggiunga poi che Apple, nel 2013, non ha aggiornato nessun modello di iPod e non ha di conseguenza pubblicizzato il lettore in alcun modo. Da questo punto di vista si può dire che quei 6 milioni di iPod del Q1 2014 siano stati venduti per pura inerzia commerciale, sulla scia del potere di un brand consolidato che è ancora sinonimo di “lettore MP3”.

E’ proprio questo, per altro, il punto che lascia più perplessi sul futuro dell’iPod. E’ vero che ormai l’epoca dei lettori MP3 è finita. “The writing’s on the wall” come dicono gli americani. Però è pure vero che “spegnere” il brand iPod sarebbe un vero spreco. Ed anche per un’azienda da 13 miliardi di profitti a trimestre non ha nessun senso rinunciare alle centinaia di milioni di dollari che un prodotto, per quanto ormai “anziano”, riesce ancora a generare.

L’ipotesi più semplice è presto enunciata: Apple continuerà a produrre iPod finché ci saranno risorse specifiche per farlo. I costi indiretti della produzione e della progettazione sono ormai completamente assorbiti e non pesano. Dei rari aggiornamenti alla memoria o al design potrebbero pure avvenire, senza troppa fanfara, e un modello come l’iPod classic potrebbe rimanere in listino anche solo in funzione del piccolo ma affezionato pubblico di DJ e musicisti che continua a comprarlo per meri fini professionali.

L’ipotesi più azzardata e affascinante è invece un’altra: Apple potrebbe prendere il brand e rivoluzionarlo, trasformare l’iPod in qualche cosa d’altro, collegando la forza di quel nome ad un altro prodotto che inneschi una rivoluzione simile a quella che l’iPod provocò del 2001 e negli anni a venire. E’ rischioso e probabilmente poco fattibile, ma “iPod Watch”, a pensarci bene, non suona poi tanto male.