Caricare l’iPod con una Cipolla e del Gatorade

di Andrea "C. Miller" Nepori 24

Da qualche giorno spopola su internet il video che vedete qui sopra, che mostra come caricare il proprio iPod utilizzando una cipolla e del Gatorade. La cipolla immersa nel liquido dovrebbe assorbire gli elettroliti presenti nella bevanda, i quali, grazie ad una non meglio precisata reazione chimica dovrebbe trasformarsi in una batteria capace di caricare direttamente il vostro iPod per circa 15 minuti. Il video si è diffuso rapidamente grazie al fatto che molti giornali, come Repubblica on-line, hanno ripreso la notizia e grazie ai post che molti siti dedicati al mondo Apple hanno dedicato all’argomento. Noi di The Apple Lounge vogliamo andare controcorrente. Vi sconsigliamo vivamente di condurre questo esperimento in ogni caso, perché anche se funzionasse, rovinereste quasi certamente il vostro cavo USB. Ho fatto una prova casalinga ed ecco perchè posso dirvi che certamente ci sono grosse probabilità che si tratti di una bufala.

La Reazione Chimica

E’ possibile ricavare elettricità dalla frutta o dalla verdura: inserendo una lamina di zinco e una lamina di rame in un limone potremmo ad esempio ottenere una pila. La pila-limone, si basa sullo stesso principio utilizzato dalla pila di Daniell, che sfrutta il passaggio di elettroni fra il rame e lo zinco favorito dalla presenza di una soluzione elettrolitica (una qualsiasi soluzione acquosa di un acido, di una base o di un sale) per generare corrente elettrica. A questo indirizzo potete trovare una semplice ma esaustiva spiegazione del fenomeno. In questo caso quindi, la cipolla potrebbe funzionare da spugna per il Gatorade che, come viene spiegato nel video è la soluzione elettrolitica. Per assurdo, allora, dovremmo riuscire a caricare il nostro iPod immergendo la presa USB nel Gatorade. Teoricamente il sistema non può funzionare perché le linguette della presa USB che conducono i 5 Volts necessari per il caricamento del dispositivo sono entrambe di rame, mentre almeno una delle due dovrebbe essere di zinco. La loro superficie poi è talmente ridotta che anche se una delle due fosse di zinco, la pila-cipolla non riuscirebbe in nessun modo a garantire stabilmente 5V per 15 minuti.

I video dell’autore e il tipo di riprese.

L’autore o gli autori del video, che rispondono al nickname HouseholdHacker ( sono i redattori dell’omonimo sito, verso il quale non ho inserito nessun link per non stare al loro gioco, come spiego più avanti), non si sono limitati ad infilzare cipolle impregnate di Gatorade. In un altro dei loro video cercano di dimostrare come sia possibile accendere un comune televisore e farlo funzionare utilizzando una pila AAA e dei comunissimi cavi RCA. In questo video la bufala è spudorata e non serve nemmeno rispolverare le nozioni di chimica del liceo. La tecnica di ripresa è un altro elemento che mi ha subito insospettito. Fateci caso: sempre primi piani strettissimi in entrambi i video, come a non voler far vedere qualche trucco o qualche soluzione alternativa. Nel video della piletta che accende il televisore, è quasi certo che la presa che viene mostrata non sia quella che poi effettivamente si collega al dispositivo. La TV è accostata al muro e non viene mai spostata per mostrare l’ attacco del cavo d’alimentazione.
In un altro video, viene mostrato come creare un diffusore acustico con un centesimo, un piatto di carta, un foglio d’ alluminio e un cavo audio con una presa jack. Anche in questo caso la bufala è lampante: senza entrare nello specifico, basta ricordare che è necessario un magnete perchè una cassa acustica come quella che si vorrebbe costruire nel video possa funzionare. Questo progetto, ad esempio, mostra come ricavare uno speaker da oggetti abbastanza comuni.

Il video della cipolla è stato organizzato con maggiore cura e il cavo d’alimentazione USB è sempre collegato e ben visibile; se ci fate caso, però, il filo si attorciglia due volte sotto l’iPod. Il tutto è posato sul coperchio di una scatola. Vi potrebbero quindi essere due cavi: quello che effettivamente si collega all’iPod viene fatto uscire da un buchetto nel coperchio sul quale è posato, nascosto dal corpo del gadget, e quello che viene collegato alla cipolla potrebbe essere libero e non collegato a nulla. Una volta inserita la presa USB nella cipolla basterebbe collegare il cavo effettivamente connesso all’iPod ad un qualsiasi computer ed ecco che tutto sembrerebbe funzionare. Questa naturalmente è una mia ipotesi plausibile che tuttavia non può essere confermata nè smentita.

La Prova sul Campo

Per mostrare come non sia la possibilità di caricare il vostro iPod in questo modo ho provato anche io l’esperimento con un vecchio cavo USB ed un multimetro digitale e il risultato è chiaro: non c’è corrente.

Nella prima foto gli oggetti usati per l’esperimento:

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Nella seconda foto potete vedere la cipolla immersa nel liquido :

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Nella terza e ultima foto il vero e proprio test. La cipolla collegata genera un semplice disturbo sul multimetro. Toccando i poli del tester con un dito si otterebbe lo stesso risultato. Un multimetro analogico sarebbe stato più preciso e adatto al tipo di misurazione ma purtroppo non ne avevo uno a disposizione. Anche nel caso che quella corrente fosse generata effettivamente dalla cipolla essa sarebbe instabile e talmente bassa ( 10 mA ) da non riuscire a caricare nulla.

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Conclusioni

Come vi ho accennato e come avete potuto notare non ho inserito nessun link al sito degli autori per evitare di far aumentare inutilmente il loro Page Rank. L’obiettivo di chi ha inventato queste simpatiche e, bisogna ammetterlo, divertenti scenette alla MacGyver è quasi certamente quello di aumentare le visite e i link al proprio sito al fine di guadagnare popolarità e, conseguentemente, guadagnare denaro tramite la pubblicità di cui il sito è doverosamente pieno. Se volete premiare l’originalità degli autori del video potete visitare il loro sito e magari ciccare su qualche annuncio Adsense, ma sarebbe meglio non collegare prese USB alle cipolle ed evitare di credere (come spesso fanno anche i giornalisti) a tutto quello che si vede su YouTube.