
Ammesso che le strategie aziendali sono comprensibili solo dai grandi manager e noi consumatori, in qualità di “spettatori paganti”, dobbiamo pagare rispettosamente il biglietto possibilmente senza porci troppe domande, mi chiedo: non è che TIM e Vodafone abbiano deciso, così da un giorno all’altro, di provare a vendere meno iPhone possibili?
Il pensiero nasce dopo aver osservato le tariffe per iPhone proposte dalle “due sorelle” delle telecomunicazioni mobili in Italia. A parte il fatto che le modifiche alle offerte, tra l’altro sempre più simili, avvengono quasi in contemporanea, mi chiedo come possano pensare di poter vendere iPhone 3GS in abbonamento a partire da 50 euro al mese.
iPhone è stata una grande opportunità per il mercato italiano: ha permesso a molte persone di pensare realmente di sottoscrivere un contratto biennale con telefonate, sms e traffico intenrnet incluso. Quello che è la norma al di fuori del “bel Paese”, partendo in sordina, avrebbe potuto trovare terreno fertile anche qui da noi.
Dopo un avvio tariffario incerto con il primo modello di iPhone, TIM sembrava avesse capito la lezione: la tariffa da 15 euro al mese (con traffico internet incluso, iPhone scontato) per molti è stato il modo più economico per entrare nel mondo del melafonino. Vodafone offre ancora la possibilità di acquistarlo a rate (9 euro al mese a cui aggiungere la Tassa di Concessione Governativa e la tariffa per la navigazione internet – totale 24,16 euro) ma i disservizi sono parecchi.
Con l’arrivo di 3Italia sulla scena nazionale di iPhone, le cose sono cambiate. L’operatore di origine asiatica, infatti, propone tariffe in abbonamento che, a fronte di un costo fisso mensile percepito come “equo”, offrono minuti, messaggi e traffico internet che nemmeno le offerte business delle “due sorelle” talvolta riescono ad offrire.
Con l’avvento di TRE è dunque cambiata la percezione degli abbonamenti: dall’idea di “rapina a mano armata” si è passati a qualcosa di più soft come “il furto con destrezza“. È proprio questo il momento in cui TIM e Vodafone avrebbero dovuto insistere con offerte più convenienti, o se proprio la convenienza è un termine loro estraneo, avrebbero potuto almeno lasciare i piani abbonamento precedenti.
Ecco spiegato lo strano titolo dell’articolo di oggi e l’immagine di apertura che vogliono sottolineare, a mio avviso, la nuova e fallimentare strategia di TIM e Vodafone nei confronti di iPhone. Ah dimenticavo: Vodafone ha inaugurato pure la tariffa “Top Club” che, alla modica cifra di 180 euro, offre un bundle mediocre. Ma è così difficile riuscire ad offrire un abbonamento per iPhone da 29 euro al mese, come lo Zero6 TOP di TRE?