iPhone SDK e Google: la legge non è uguale per tutti

di Michele Baratelli 6

La ricerca vocale per iPhone (Google Voice Search), introdotta da Google nell’ultimo aggiornamento della sua “mobile App” presente su App Store, oltre a far sempre parlare di sé perché è un programma innovativo, torna agli onori della cronaca per un altro motivo che forse può interessare, di rimando, tutti gli utilizzatori. Google ha riconosciuto di aver violato le regole ufficiali dell’ Apple iPhone Software Development Kit (SDK) quando ha creato l’ultima versione di Google Mobile per iPhone. A questo punto la domanda sorge spontanea: “i controllori” di Apple, quelli che censurano tutto, non se ne sono accorti, o peggio, han fatto finta di non vedere? Capite ora che questa “notizia di cronaca” può interessare eccome. E io che credevo che la legge fosse uguale per tutti, pure per Google.

Un portavoce di Google ha confermato che Google Mobile App utilizza API (interfacce di programmazione delle applicazioni) non approvate da Apple per poter usufruire del sensore di prossimità di iPhone proprio per la nuova funzione di ricerca verbale. Gli sviluppatori possono soltanto utilizzare le API che Apple ha pubblicato nel suo SDK e si impegnano a fare questo scaricando i vari tool per sviluppare le Apps. Google ha negato, tuttavia, un’accusa più grave e cioè il collegamento a Frameworks o “strutture private” da parte della Google Mobile App.

Come sapete, se qualcuno crea qualche App con funzioni non volute da Apple, tale applicazione non può essere venduta all’interno App Store. Infatti, gli altri sviluppatori che si sono attenuti alle norme di SDK non hanno ritenuto possibile creare un’applicazione simile a quella di Google.

Tenuto conto che il processo di approvazione per le applicazioni su App Store da parte di Apple è spesso rigoroso, la questione è se Apple riesca a tenere il passo di tutte le App che riceve. Oppure se gliene sfugga qualcuna. Non è chiaro se Apple fosse a conoscenza del fatto che Google abbia utilizzato API non consentite quando ha approvato Google Mobile App. Potrebbe non aver controllato per bene tutto il codice: cosa ancora peggiore di un “accordo tra amici” perché alcune App potrebbero contenere veramente del codice maligno.

A questo punto, schierandoci dalla parte di tutti quegli sviluppatori che si sono visti rifiutare le proprie App, vorremmo che Apple prendesse una decisione seria: Google deve togliere la sua Google Mobile App con il sistema Google Voice Search per riscriverla. Partendo dal presupposto che Apple farà la cosa giusta, vi invitiamo a scaricare quanto prima l’App di Google e nel caso non aggiornarla: sempre che vogliate continuare ad utilizzare il Google Voice Search.

Ci auguriamo che la legge possa essere uguale per tutti; in caso contrario “ridateci NetShare“.