iPhone o iTablet: come ti creo il rumor

di Andrea "C. Miller" Nepori 1

Ieri vi parlavamo delle presunte rivelazioni di uno dei massimi dirigenti di Intel Germania, che avrebbe dato per certo l’arrivo di una sorta di “iPhone un po’ più grande“. In realtà ieri pomeriggio Intel ha smentito seccamente di aver anche solo fatto cenno ad un possibile prodotto futuro di un’azienda esterna della quale Santa Clara non può conoscere la roadmap di sviluppo. Come specificato nella rettifica, il CEO Hannes Schwarader ha solamente nominato l’iPhone prendendolo ad esempio per indicare una tipologia di prodotti che potrebbe giovarsi del nuovo processore ultraportatile Atom. Come si è arrivati dunque ad un rumor del calibro di quello che ieri ha attraversato come una scarica elettrica tutto il MacWeb?

La ricetta è molto semplice: basta mescolare in parti uguali un articolo con toni da scoop di una fonte attendibile come ZDNet Germania, una traduzione automatica e riadattata dal tedesco all’inglese con risultati da “Lost in Translation” come quella di MacRumors e l’attesa febbrile da parte dei Mac fan per un prodotto come il presunto iTablet. Anche noi, per dovere di cronaca, vi abbiamo riportato la notizia, riprendendola in parte dall’edizione tedesca di ZDNet e in parte da MacRumors, approfittandone per un resumé sulle indiscrezioni passate sull’iTablet, specificando tuttavia che sempre di supposizioni stavamo parlando e ragionando a partire da questo punto di vista.

Anche MacRumors ha pubblicato ieri sera una smentita, attribuendo la causa della svista allo stesso articolo originale di ZDNet, più che alla traduzione automatica dal tedesco all’inglese. Ma proprio MacRumors, come fa notare Philip E. DeWitt di Fortune, ha contribuito fortemente alla diffusione della notizia incrociando il rumor tedesco con le speculazioni precedenti secondo le quali un’eventuale iTablet avrebbe montato uno schermo da 720×400 pixel.

Tanto è bastato perché diversi importanti siti del MacWeb attribuissero erroneamente le affermazioni sulle specifiche dimensioni al CEO di Intel Germania, che avrebbe invece fatto riferimento solamente en passant al dispositivo di Apple. Come nel telefono senza fili, quel gioco che facevamo da bambini, l’informazione si è letteralmente trasformata rimbalzando da un punto all’altro di internet e come suggerisce DeWitt parafrasando Churchill “Quando un rumor su Apple ha già fatto il giro del mondo, la verità deve ancora infilarsi gli stivali“.

Il bello dell’informazione in rete, però, è la possibilità di aggiustare il tiro in tempo reale senza remore e senza troppa paura di apparire incoerenti, segnalando il prima possibile eventuali rettifiche, come hanno fatto prontamente ZDNet e MacRumors, e come per quanto ci compete vogliamo fare anche noi, nonostante avessimo preso la supposizione di ieri con le molle.

Del resto, diciamocelo, cosa sarebbe di noi poveri Apple fan senza i rumors che alimentano il sacro fuoco dell’attesa? L’importante è la consapevolezza di avere fra le mani un’informazione parziale, di cui non si conoscono con esattezza le fonti, e come tale cerchiamo e cercheremo sempre di riportarvela e contestualizzarla (l’ampio uso di punti interrogativi nel titolo e nell’articolo di un post possono fungere da utile indizio circa la natura della notizia trattata). Post Scriptum: secondo me Apple non ha acquistato la PA Semi per ridursi ad utilizzare sull’iTablet quelle stufette a carbonella chiamate Atom che fanno giù a Santa Clara. E soprattutto: iTablet sarebbe davvero brutto come nome!