Il problema riscontrato da un numero di utenti limitato, ma particolarmente “rumoroso” sui social network, non è in realtà così diffuso, ma a complicare la situazione e far scoppiare davvero il caso ci ha pensato il video di Unbox Therapy, che ha preso un iPhone 6 Plus e lo ha piegato con la forza delle mani. Ma è davvero così assurdo che un telefono di pochi millimetri di spessore, in alluminio, e di quelle dimensioni, si pieghi se sollecitato con notevole forza?

iPhone 6 Plus si piega: il video
Ed eccolo, il video di Unbox Therapy che ha scatenato il caso bendgate ed è stato ripreso più e più volte nella giornata di oggi da un numero crescente di pubblicazioni.
Quel che viene da domandarsi, dopo aver visto il video è: possibile che in tasca si esprimano forze così enormi come quelle esercitate nel filmato dai pollici, su un punto di pressione specifico? Viene anche da chiedersi chi è che dopo aver speso un migliaio di euro su un telefono lo porta nella tasca posteriore senza protezione per poi sedercisi sopra con nonchalance.
Nel video, che sicuramente non è un fake, c’è comunque un incongruenza non da poco: al minuto 1:38 l’iPhone 6 Plus piegato mostra l’orario. Sono le 2.23 del 23 settembre. Il test continua, e il telefono continua a piegarsi. Quando si vede di nuovo l’ora, al minuto 2:19, ecco che siamo tornati indietro nel tempo. Sono le 1:59. Probabilmente solo un’imperfezione nel montaggio, ma sta di fatto che il telefono era già piegato prima del test (forse perché ne sono stati usati due).
Di fatto, comunque sia, la risposta alla domanda “l’iPhone 6 Plus si piega se sottoposto a sufficiente pressione” la risposta è “sì”.
Galaxy Note 3 non si piega
Quando nel 2010 scoppiò il caso dell’antennagate, la risposta di Apple fu quella di chiamare in causa tutti gli altri dispositivi della concorrenza, che subivano più o meno lo stesso tipo di attenuazione di segnala se tenuti nello stesso modo, con il palmo della mano sul retro.
In questo caso un confronto con la concorrenza potrebbe non essere così semplice. Unbox Therapy ha infatti pubblicato subito un secondo video con la stessa prova ripetuta su un Samsung Galaxy S3. La plastica del telefono coreano si è dimostrata più resistente dell’alluminio dell’iPhone 6 Plus. Il telefono è stato sottoposto allo stesso tipo di sollecitazione, ma non si è piegato né rotto. Il risultato, in questo caso, sembra evidente: i materiali di qualità inferiore del Galaxy Note sono anche meno soggetti ad una flessione dovuta alla pressione.
Nel video viene specificato inoltre che sarebbe meglio non provare a piegare di nuovo l’iPhone 6 Plus per portarlo alla forma originale, perché il rischio è quello di romperlo del tutto, fratturando lo schermo nel punto in cui il telefono si è piegato.
In realtà altri telefoni realizzati in metallo si piegano e come. E’ il caso ad esempio dell’HTC M8, che ha dato problemi simili a quelli dell’iPhone 6 Plus. In compenso i Galaxy tendono ad esplodere, come tipologia di problema, ma non mi sembra di aver mai sentito parlare di un ExplosionGate.
Bendgate, le parodie sui social
In ogni caso il Bendgate è già realtà. Almeno sui social, dove ovviamente si sono scatenate le facili parodie, alcune delle quali, c’è da dire, particolarmente azzeccate.
Gli utenti tedeschi suggeriscono ad Apple di lanciare il più presto possibile un kit di riparazione per iPhone 6 Plus piegato:

PhoneDesigner ha pensato invece ad una citazione artistica, richiamando il famoso orologio di Dalì. Niente male la qualità del lavoro grafico per la velocità con cui è stato realizzato.

Qualcuno invece è andato sul classico, con un mock-up della home page Apple che un nuovo prodotto: l’iPhone 6 con tecnologia Flex.

Infine i nostalgici del Motorola RAZR hanno creato questa divertente grafica, suggerendo di utilizzare iPhone 6 Plus come flip phone, con un tributo ad uno dei più popolari modelli Motorola.

Apple e Bendgate
Per adesso Apple non ha ancora fornito alcun commento ufficiale sul caso Bendgate. Se le cose dovessero mettersi male, con un numero crescente di pubblicazioni (e soprattutto trasmissioni televisive) che riprenderanno il caso, allora sarà decisamente necessario che a Cupertino si attivi un’unità anti-crisi. Nel momento in cui scrivo uno degli indicatori più sensibili alla volatilità delle opinioni – vale a dire il valore delle azioni Apple, non sta dando segni particolarmente negativi. Nonostante ci sia chi si sforza, con tutto sé stesso, di far girare voci di un recall dei telefoni e di perdite milionarie.
In conclusione, è vero e comprovato che l’iPhone 6 Plus si piega. E’ un telefono d’alluminio, con una scocca sottile in un metallo duttile. Chi può seriamente aspettarsi che ciò non accada? E soprattutto, di nuovo: possibile che sia considerato così normale tenere un telefono di queste dimensioni in tasca, sottoposto ad una forza sufficiente almeno ad essere fastidiosa sulla gamba, per altro disposto in orizzontale?
E poi: possibile che solo ed esclusivamente questo tipo di problemi inutili, veri e propri “first world problems”, debbano suscitare questo tipo di interesse fideistico sul Web, come se quello cui stiamo assistendo fosse il più grande sgarbo fatto da Apple all’umanità?

Val la pena ricordare, prima di concludere, che anche l’iPhone 5S e l’iPhone 5 potevano piegarsi, in quanto realizzati pure in metallo. Così accade anche per altri telefoni con scocche in metallo (HTC One M8). Il motivo per cui nessuno ne parla è che quando qualcosa del genere succede a telefoni che non portano il marchio Apple, nessuno ci fa davvero caso. Anche se la fascia di prezzo è la stessa.
La morale della favola, in fin dei conti, è sempre la stessa: se pensate che iPhone 6 plus sia un pessimo telefono, che non valga i soldi che costa e che i telefoni della concorrenza meritino di più, bene, non compratelo. L’acquisto di un iPhone 6 plus non è ancora un obbligo di legge, a quanto ne sappiamo. Ma soprattutto: esiste una cosa chiamata diritto di recesso, e vale in particolar modo per i dispositivi elettronici.
Se l’iPhone 6 Plus che avete comprato non vi piace, o pensate che sia piegato e non dovrebbe, lo potete portare indietro. Se abitate in uno dei paesi dove è già stato lanciato, ovviamente, perché se abitate in Italia potete ancora più semplicemente prevenire il problema non comprandolo, venerdì prossimo. Chissà perché ho come l’impressione che in tanti non seguiranno alla lettera questo consiglio.