Fake Steve Jobs molla l’iPhone e passa ad Android

di Gabriele Contilli 25

Si è conclusa ieri la Google I/O, la conference di Big G dedicata agli sviluppatori, in cui è stato presentato al mondo Android 2.2, la nuova versione del sistema operativo per dispositivi mobile.

Accolto con entusiasmo da tutti gli utenti di Android, Froyo (questo il nome della nuova release) dovrebbe approdare entro breve sugli smartphone che utilizzano il SO di Google.
Le novità per Android di certo non mancano, ma a incuriosire sono più che altro le scelte prese da Google, in netto contrasto con la strada che ha deciso, invece, di intraprendere Apple.
E Daniel Lyons, noto ai più come il “Fake Steve Jobs”, si è schierato: stavolta dalla parte di Mountain View.

In un lungo articolo su Newsweek, Lyons traccia i punti del ragionamento che lo hanno portato a preferire Android (e la politica di Google) ad iPhone (e alle scelte di Apple). Non tanto, quindi, un confronto sui dispositivi in sé, quanto piuttosto un paragone sulle scelte e sulle strategie delle due aziende.

Il motivo principale, che ha portato il giornalista a rivedere la sua posizione, è stato l’ennesimo problema dovuto alla rete AT&T, l’operatore telefonico (non particolarmente apprezzato dagli utenti) che detiene l’esclusiva di iPhone su suolo americano:

“I was already fed up with my lousy AT&T service, and was seriously considering switching to the HTC Incredible, an Android-powered phone that runs on the Verizon network.”

Se questo era il motivo principale, la presentazione di Froyo è stata l’elemento che ha spinto Lyons a decidere di fare il grande passo: mollare l’iPhone e passare ad Android.

Il paragone tra i due dispositivi, si concentra principalmente sui classici “supporto a Flash” e tethering; Froyo supporterà sia Flash 10.1 che il tethering (trasformando il vostro smartphone in un hot-spot wi-fi), mentre Apple procede nella direzione opposta:

“(Android 2.2, ndA) It’s faster, for one thing. It also will support Flash, something Apple refuses to do, mostly out of spite. […] The new Android OS will support tethering, meaning you can use your phone as a portable Wi-Fi hotspot, connecting your computer to the Internet. Apple and AT&T say they’re going to offer tethering—someday. It’s just not clear when.”

A conti fatti, però, la scelta di Lyons è stata dettata più da ragioni personali che altro; scegliere Android vuol dire, secondo il giornalista, appoggiare un determinato tipo di scelte, mentre scegliere Apple vuol dire acconsentire ad un sistema chiuso, e controllato, in cui Jobs decide cosa può fare o meno il nostro iPhone:

“What makes this even more insulting is that Jobs tries to dress up his selfishness as a kind of altruism. He says it’s all about creating a beautiful experience, that while he may be selling you an intentionally crippled device, he’s doing it for your own good.”

Insomma, più che sul lato tecnico, il motivo del contendere sembra si stia spostando più verso un lato concettuale, in cui gli utenti si trovano a dover scegliere tra l’appoggiare una strategia aziendale piuttosto che l’altra. E quella scelta da Apple, secondo Lyons, porterà la storia a ripetersi:

“We’ve seen this movie before. In the 1980s, Apple jumped out to an early lead in personal computers, but then got selfish. Steve Jobs, a notorious control freak, just could not play well with others.”

Voi che ne pensate?

[Via|Newsweek]