App Store e censura, nuovo intervento di Schiller

di Michele Baratelli 2

Apple iPhone

Con l’assenza di Steve Jobs al comando di Apple sono mancate, tra le altre cose, anche le lettere che l’iCEO indirizzava a coloro che chiedevano un suo intervento diretto in qualche seria questione. È notizia di qualche giorno fa la risposta di Schiller alle accuse mosse ad Apple per la censura alla App-vocabolario NinjaWords (accuse poi rivelatesi false) attraverso una lettera a Gruber di Daring Fireball che si era fatto portavoce delle idee degli sviluppatori “penalizzati”.

Il buon Phill è tornato a parlare di App Store pochi giorni dopo il primo intervento e lo ha fatto indirizzando una nuova lettera ad un altro importante personaggio della sfera Mac. Questa volta non abbiamo il testo integrale della iMail ma un riassunto fornito dallo stesso destinatario.

Steven Frank, Mac developer e socio fondatore di Panic, da qualche giorno conduce una campagna contro i metodi di approvazione delle applicazioni destinate ad App Store. Fulcro della protesta sono le “oscure decisioni” che talvolta non permettono l’approdo in App Store ad alcune applicazioni davvero interessanti, vedi Google Voice.

È proprio l’esclusione del sistema Google Voice da App Store la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dando ancora più forza alla campagna condotta da Steven Frank. Apple, però, è sempre con l’orecchio teso a recepire importanti suggerimenti in grado di migliorare il servizio e Schiller sembra aver recepito il messaggio.

– we’re listening to your feedback – . Not all of my suggested solutions were viable, he said, but they were taking it all in as they continue to evolve the app store.” Questo è tutto ciò che per ora possiamo sapere riguardo alla mail scritta da Schiller in attesa della sua pubblicazione integrale. Apple dunque ascolta tutti i possibili suggerimenti e il Vice Presidente scrive che alcuni di essi possono essere alla base di future evoluzioni di App Store stesso.

È interessante notare come i vertici di Apple scendano in campo in prima persona per proteggere la propria creatura che, sebbene ancora imperfetta, è uno dei fiori all’occhiello dell’azienda di Cupertino. Possono essere condotti moltissimi miglioramenti ma l’utenza ne desidera principalmente uno, ovvero una maggior trasparenza da parte di Apple verso certe decisioni come l’esclusione, tra gli altri, di Google Voice.