50 miliardi di app scaricate, iPacchi compresi

di Andrea "C. Miller" Nepori 5

ipaccoLa scorsa settimana Apple ha festeggiato il superamento dei 50 miliardi di applicazioni scaricate dall’App Store.
Un traguardo ragguardevole, raggiunto dopo nemmeno cinque anni dal lancio, nel luglio del 2009.
Nonostante i festeggiamenti e la nuova pietra miliare, ai quei download continuano a contribuire, soprattutto nei mercati periferici, applicazioni che sullo Store non dovrebbero neppure starci. Un’esempio è Unlimited HD Backgrounds 4 WhatsApp, che di recente ha scalato le classifiche delle app a pagamento nello Store italiano.

Come suggerisce il nome, Unlimited HD Backgrounds 4 WhatsApp promette “sfondi illimitati” per personalizzare Whatsapp, il noto e diffusissimo messenger per iOS e Android.

Le caratteristiche per bollare quest’app come iPacco ci sono tutte e sono chiaramente individuabili già con un rapido sguardo alla pagina applicazione su iTunes Preview.

Il nome, in primis, è una di quelle tipiche accozzaglie di parole chiave generate solo per piazzarsi nelle ricerche interne. Poi c’è la descrizione, che l’iPaccaro in questione non si è neppure premurato di tradurre in italiano (addirittura il prezzo menzionato è ancora in dollari).

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E poi ci sono i commenti, che puzzano di falso ad un chilometro e mezzo.

Un improbabile Colombo_Dioniso scrive:
“App impressionante e una semplice interfaccia utente! Incredibile e molto veloce! Basta scaricarlo senza un solo pensiero!”

Whyinthis gli fa eco con un commento dal titolo “Impressionante lo amano”: “migliore app si può ottenere … credo che questo sia buono sia sul telefono”

Nel mezzo ci finisce anche il commento di Soldino Mincolino, una vittima dell’iPacco che, sentendosi perduto, prova a lanciare un grido d’aiuto: “Nn capisco come si entra e comunque serve per ciattare vero?????”

No, soldino, non serve per “ciattare”. E no, soldino, non avrai mai indietro quegli 89 centesimi che hai speso così male.

Nel momento in cui scrivo l’iPacco di cui in oggetto è nella Top 20 delle app a pagamento italiane, sospinto probabilmente da qualche emulo di Soldino Mincolino e, ancor più probabilmente, da qualche servizio di download automatizzo che, ci scommettiamo, ha qualcosa a che fare anche con i commenti qui sopra.

Insomma, seppur non con la frequenza di qualche mese fa, gli iPacchi continuano ad comparire e a “funzionare”. E noi continuiamo a chiederci come sia possibile che le squadre di revisori Apple non riescano ad individuare e a sbattere fuori dallo Store in tempi rapidi applicazioni così improbabili che inspiegabilmente (e con velocità eccessiva) scalano le classifiche degli App Store di tutto il mondo.