I dipendenti Apple Retail aiuteranno a migliorare le Mappe?

di Andrea "C. Miller" Nepori 2

La questione mappe di Apple ormai è stata affrontata in lungo e in largo. Uno dei punti più interessanti di tutta la questione, critiche a parte, sta nel capire in quanto tempo (e in che modo) Apple riuscirà a mettere seriamente mano al problema in modo che i miglioramenti siano sensibili per gli utenti. Varie indiscrezioni indicano l’imminente avvio di un programma che coinvolgerà i dipendenti degli Apple Store nella revisione dei risultati forniti dalle Mappe.


Le critiche nei confronti delle mappe Apple si sono concentrate particolarmente sulle carenze legate ai dati geografici forniti al programma, tanto da mettere in secondo piano aspetti positivi come la rapidità del download del nuovo formato di grafiche vettoriali.

Il nocciolo della questione, hanno scritto diversi esperti della materia, sta tutto nel processo di revisione dei risultati: se Apple invece di scegliere di procedere in maniera algoritmica avesse impostato un sistema “umano” di controllo qualità, molti errori si sarebbero potuti evitare.

A quanto pare l’indicazione è arrivata a Cupertino molto rapidamente. Se le indiscrezioni pubblicate da MacRumors e confermate da Gary Allen, di IfoAppleStore, saranno confermate (e ci sono buone probabilità che lo siano), questo lavoro verrà affidato ai dipendenti degli Apple Store.


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Del resto per un lavoro di questo genere serve una forza operativa diffusa, che magari conosca il territorio e possa segnalare correzioni e suggerire miglioramenti. Chi meglio dei dipendenti Apple Retail dunque, per rendere il più capillare possibile una simile operazione?

Secondo quanto scrive MacRumors gli Store selezionati destineranno circa 40 ore lavorative settimanali ciascuno a queste operazioni. Fra i particolari ancora poco chiari ci sono le modalità specifiche di controllo che verranno messe in pratica, mentre secondo i rumors i dipendenti procederanno ad inserire i dati di controllo in una sezione dedicata dell’intranet aziendale cui hanno accesso gli Store.

Una decisione che non stupisce, vista la tendenza Apple a limitare fortemente (ma potremmo dire totalmente) l’outsourcing in ambito software. Google, per forza di cose, adopera ad esempio agenzie esterne per controlli di qualità di questo genere (non solo sulle mappe) e altre operazioni di “popolamento” di grandi basi di dati.

Quel che rimane da chiedersi è perché questa soluzione non sia stata messa in pratica in anticipo rispetto al lancio di iOS 6, visto che l’introduzione delle Apple Maps era stata già rivelata pubblicamente alla WWDC dello scorso giugno.