OWC Mercury Extreme Pro: con SSD si vola

di Redazione 50

Come promesso, anche se con un giorno di ritardo, ecco la seconda parte della trasformazione che riguarda il mio MacBook Pro. Voglio precisare fin da subito che questa più che una recensione, vuole essere una riflessione sulle possibilità di upgrade dei nostri Mac.

Anche perché il disco SSD oggetto dell’articolo, per quanto veloce e prestante sia, non è certamente dell’ultima generazione, visto che al momento sono disponibili i nuovi 6G che garantiscono prestazioni ancora maggiori.

Ovviamente le garantiscono solamente sui Mac dotati di Sandy Bridge, su un Mac più vecchio sono perfettamente inutili, mentre il “vecchio” Mercury Extreme Pro supporta perfettamente i 3Gb/s del bus. In teoria, secondo le specifiche, dovrebbe adattarsi perfettamente anche ai 6Gb/s, ma non posso provarlo non avendo nulla con Sandy Bridge sotto mano.

Il montaggio nel MacBook Pro 13” mid 2009 è veramente molto semplice, come per qualsiasi altro disco del resto. Sono anche riuscito a portare a termine la clonazione con Carbon Copy Cloner, seppure avessi letto in rete che avrei potuto riscontrare dei problemi.

Non sono amante dei benchmark, perché spesso lasciano il tempo che trovano. Amo molto i numeri, ma non amo slegarli dalla vita reale e mai come in questo caso ho apprezzato il fatto di non averne bisogno. La differenza in termini di prestazioni è tale da non sentire minimamente il bisogno di nessuna prova di misurazione. Il boot avviene in circa mezzo minuto (da spento con parecchi programmi e servizi all’avvio), l’avvio dei programmi è velocissimo e il rendering delle pagine internet lascia a bocca aperta.

È come passare in pochi minuti da un PowerMac G3 a un Mac Pro di ultima generazione. Potete trovare in rete benchmark di ogni tipo al riguardo e le prestazioni dei dischi SSD sono molto ben note. Da un rapido test vi posso solo dire che mentre il disco precedente (un Seagate 500GB a 7.200 rpm) arriva a velocità sia in scrittura che in lettura poco superiori ai 70 MB/s, il Mercury Extreme raggiunge i 200MB/s in scrittura e i 260MB/s in lettura. Benchmark più seri dei miei indicano addirittura velocità superiori.

Ma ciò che rende vantaggioso questo disco è anche la sua capacità. 240 GB sono un taglio di tutto rispetto e, se sommato all’OptiBay che vi ho descritto l’altroieri, i problemi di spazio non si fanno più sentire, almeno per il momento.

In realtà il disco ha una capacità di 256 GB, ma 16 GB sono riservati alla correzione degli errori e alla ridondanza, affidate al controller SandForce SF1200, con un overprovisioning al 7%.

Inoltre, grazie a Trim Support Enabler, è possibile abilitare il TRIM anche in Snow Leopard, anche se il Mercury Extreme Pro è dotato di alcuni sistemi come DuraWrite e la gestione intelligente dei blocchi e dello spazio libero che in teoria dovrebbero sopperire ad un eventuale mancanza del TRIM.

Conclusioni

Sebbene questo esatto modello di disco non sia più disponibile, vi garantisco che nessun altro tipo di upgrade darà nuova linfa al vostro Mac come l’adozione di un disco SSD.

Ora sono disponibili i modelli 3G (anche se non vedo grandi differenze) o addirittura i 6G per le nuove piattaforme, ma con un po’ di pazienza sul mercato dell’usato si possono fare ottimi affari. Il mio ad esempio è costato 240€, che non sono pochi ma sono la metà del prezzo originario e soprattutto sono soldi ottimamente spesi, visto che sembra di avere un Mac nuovo e forse anche qualcosa in più. Qualche pazzo ha fatto l’upgrade anche su un PowerMac G3, vedete un po’ voi.

Il consiglio che mi sento di dare quindi, è quello di risparmiare per un disco a stato solido, penso che sarà una soluzione che piano piano adotterò su tutti i miei Mac di lavoro, perché la differenza in termini di prestazioni è veramente abissale.

Senza contare che il consumo di batteria è tornato a livelli accettabili, sulle 5 ore. La tentazione di scollegare momentaneamente il secondo disco da 500 GB si fa sentire, anche solo per vedere quanto si guadagna in termini di autonomia.

Se poi il vostro problema non è lo spazio, i tagli più piccoli partono da prezzi tutto sommato abbastanza accessibili e potete acquistarli direttamente da OWC, pagando il dazio doganale, o in Europa. La convenienza varia al variare del cambio Euro/Dollaro. Al momento probabilmente conviene l’acquisto diretto.

Nel video si vede il boot effettuato dal mio MacBook con il Mercury Extreme Pro, niente male vero?