Utenti Mac più onesti degli utenti Windows? Un commento.

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

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Vi faccio subito presente che secondo noi la risposta alla domanda è: NO. Chiarita la nostra posizione vengo a spiegarvi il perché di questo titolo un po’ provocatorio. Una ricerca del già citato NPD Group, resa pubblica martedì e condotta sui dati relativi al terzo quarto del 2007, mostra una maggior disposizione degli utenti Mac a pagare per il download di file musicali legali rispetto agli utenti PC. Nel periodo preso in considerazione nella ricerca circa il 50% degli utenti Mac ha pagato per scaricare musica dall’iTunes Store o da servizi simili, contro un misero 16% degli utenti PC. Lo studio mostra anche che gli utenti Apple acquistano più CD, contraddicendo il classico adagio che vorrebbe il digital download come principale imputato per la morte del mercato musicale tradizionale. Non è in corso un omicidio, signori della giuria, soltanto un grande cambiamento.


Russ Crupnick vice-presidente di NPD Group e curatore della ricerca ha detto:

“C’è ancora un grande divide culturale fra gli utenti Apple e il resto del mondo dei computer; ciò è particolarmente evidente se si guarda al modo in cui essi interagiscono con la musica. I Mac user non sono soltanto più attivi nel settore della musica digitali, sono anche più predisposti all’acquisto, che aiuta a smontare il mito per cui gli utenti di musica digitale smetterebbero di comprare la musica in formato CD”

Caro Russ, ti ringrazio per gli stupendi complimenti che ci riservi ma mi permetto di obiettare che la ricerca ha preso in considerazione un periodo di tempo troppo ristretto perchè queste conclusioni possano essere realmente significative. Tre mesi non sono un lasso di tempo sufficiente per affermare una superiore onestà digitale del mondo Mac; proviamo comunque a chiederci il perché dei risultati di questa analisi, senza dover andare a scomodare delle opinabili questioni morali.
Gli utenti Mac pagano più volentieri perchè ottengono un servizio migliore e più efficiente. Il mio switch è abbastanza recente e posso portarvi la mia umile testimonianza di utente che ha provato iTunes sotto Windows e sotto Mac OS X. L’abisso è incolmabile. iTunes per Mac è un estensione naturale del vostro computer, si integra perfettamente con tutti gli altri servizi che avete a disposizione sul Mac, da iPhoto a QuickTime e vi permette un organizzazione dei contenuti che io non ero mai riuscito a raggiungere prima di passare ad un computer della Apple, nemmeno con iTunes per Windows. iTunes su un PC sembra sempre posticcio perchè la semplicità del programma si scontra con l’endemica complicatezza di qualsiasi task si debba effettuare su un sistema Windows. Non parliamo dell’integrazione praticamente inesistente con altri programmi, e delle falle di sicurezza che hanno afflitto le più recenti versioni del programma. iTunes sul vecchio PC mi serviva soltanto per caricare le canzoni sull’iPod. L’intero sistema delle playlist e della libreria, da smanettone abituato a mettere le mani sui files direttamente, mi sembrava una soluzione eccessivamente virtuale rispetto al più spartano Winamp. Non ho mai avuto voglia di esplorare le altre risorse messe a disposizione dal programma, figurarsi se ho mai preso in considerazione l’idea di aprire un account su iTunes Store per acquistare musica. Questo nonostante io sia un musicista e un grande collezionista di musica. Da quando ho il nuovo iMac è cambiato tutto, lo scetticismo con cui mi sono avvicinato ad iTunes (unico aspetto del mio nuovo computer verso il quale nutrivo qualche dubbio) si è trasformato in puro entusiasmo nel giro di pochi giorni. Il passo immediatamente successivo è stato naturale e indolore: l’apertura di un account su iTunes Store e l’acquisto delle prime canzoni. C’è una parola inglese che descrive magnificamente la condizione di uniformità che ho sperimentato fra tutti i servizi eterogenei che Apple offre ai propri utenti: è l’aggettivo seamless. Un esperienza composta da parti distinte e distinguibili che però si uniscono e compensano senza giunzioni fastidiose, interruzioni o ostacoli.

Un’altra ragione che potrebbe essere alla base del risultato ottenuto dalla ricerca di NPD Group andrebbe a mio parere ricercata nella qualità (intesa come vox media, in questo caso come contrapposizione a quantità) degli utenti che comunemente utilizzano un Mac. E’ innegabile che chi sceglie di acquistare un Mac oggi è una persona che è consapevole almeno ad un certo livello della differenza che c’è tra un computer di Cupertino e un normale PC o in ogni caso è guidato all’acquisto da qualcuno che questa differenza sa spiegargliela. E’ comunque sempre una persona che non vive il computer come una semplice estensione elettronica utile allo svolgimento del proprio lavoro, come potrebbe essere una calcolatrice, e che vuole scegliere consapevolmente l’oggetto in base alle proprie necessità. Non a caso dunque molti degli utenti Apple sono professionisti o appassionati dell’ambito artistico, musicale, fotografico, o del design ai più vari livelli. L’acquisto del mio Mac è stato motivato in gran parte dalle mie necessità in ambito musicale e di webdesign, tutti gli studi registrazione che ho avuto modo di visitare usano Mac e nell’ambito ingegneristico, che frequento da studente, i computer di Apple sono sempre più popolari, soprattutto fra gli iscritti di Ingegneria Edile e Architettura ed Ingegneria Informatica. E’ più facile quindi per un utente di questo tipo scegliere di acquistare musica legalmente da un sevizio gestibile ed immediato che offre molto in relazione al costo pagato dall’acquirente.
Le mie conclusioni non hanno naturalmente un valore statistico e sono dettate principalmente dall’esperienza personale; tornando alla domanda del titolo, questo excursus motiva la risposta negativa. Quello che volevo arrivare ad affermare è l’esistenza di un valore chiave che ogni utente Mac medio sembra condividere: la consapevolezza nell’utilizzo del mezzo. Il mio discorso non ha nessuna intenzione di essere una consacrazione elitaria del mondo Mac; è soltanto una riflessione generale, non troppo estesa ne approfondita sullo stato generale della annosa contrapposizione Win-Apple maturata da una ricerca di relativa importanza. Come ogni opinione è condivisibile o meno. A voi la parola.