Apple registra il primo brevetto relativo a LiquidMetal

di Andrea "C. Miller" Nepori 11

Molti di voi ricorderanno che all’inizio di agosto Apple ha stretto un accordo di esclusiva con LiquidMetal Technologies per lo sfruttamento delle licenze d’uso dei cosiddetti metalli amorfi sviluppati dall’azienda, spinoff del Caltech. LiquidMetal altro non è che il nome commerciale di una serie di speciali leghe metalliche a struttura non cristallina caratterizzate allo stesso tempo da un’estrema resistenza e da un’ottima duttilità.

In tanti hanno subito pensato ad una possibile applicazione per la creazione di scocche unibody più resistenti e leggere per i Mac, gli iPhone e gli iPad. Per quanto questa finalità d’uso non sia da escludere, il primo brevetto Apple che ha a che fare con il LiquidMetal è riferito a tutt’altro campo d’applicazione: batterie a celle di combustibile per dispositivi portatili.

Il brevetto è il 7862957 ed è riferito a dei “piatti collettori realizzati in leghe amorfe a solidificazione bulk” in cui la presenza del metallo non cristallino garantisce struttura leggera, eccellente resistenza ad agenti chimici e ambientali e bassi costi di produzione. Oggetto del brevetto sono anche i metodi per la realizzazione di tali strutture.

In pratica pare che alla Apple stiano studiando il materiale per l’uso all’interno delle fuel cell. Uno scenario alquanto futuristico, anche se c’è da dire che già oggi questo tipo di tecnologie sono arrivate in prodotti commerciali destinati al mercato enterprise (le celle a combustibile della Bloom Energy, ad esempio) e la ricerca in questo ambito vive un periodo d’oro proprio nella Silicon Valley.

Va sempre ricordato, però, che Apple, per proteggere i frutti della propria ricerca, tende a brevettare un’infinità di tecnologie che in molti casi non finiscono in nessun prodotto reale. Lehander Kahney, su CoM, fa notare inoltre che già nel 2003 si parlava di celle a combustibile in relazione a prodotti Apple. Secondo i rumors di allora sarebbero potute finire dentro i PowerBook.

La tecnologia del resto è affascinante e promettente perché permetterebbe di fornire in poco spazio a computer portatili e soprattutto a dispositivi come iPad e iPhone quantitativi di energia tali da garantire praticamente un mese di autonomia. La necessità di energia “portatile” e facilmente “impacchettabile” è una delle grandi sfide cui il mercato dei dispositivi mobile deve costantemente trovare una risposta nuova. Apple, dal canto suo,ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per innovare anche nel settore delle batterie. Non stupirebbe se la prima cella a combustibile utilizzata uno smartphone avesse una mela morsicata stampata sopra.

Link: il PDF completo del brevetto