Condé Nast si arrende alle in-app subscription su iPad

di Andrea "C. Miller" Nepori 1

I grandi gruppi editoriali cominciano a “capitolare” e uno dopo l’altro si rassegnano a darla vinta ad Apple: dopo Hearst anche Condé Nast ha accettato di vendere le proprie riviste su iPad utilizzando il sistema delle in-app subscription lanciato da Apple contestualmente al debutto del The Daily, il quotidiano iPad-only di News Corporation.
La prima rivista di Condé Nast ad implementare il supporto al nuovo metodo di abbonamento digitale è il New Yorker, già disponibile su App Store nella nuova versione. I lettori possono abbonarsi alla rivista per un mese (4 numeri) a 5,99$ con un forte sconto rispetto ai 4,99$ richiesti per ogni numero prima dell’attivazione del nuovo sistema di subscription. Sono previsti anche un abbonamento annuale da 59,99$ che dà accesso illimitato sull’iPad e sul browser e un abbonamento annuale da 69,99$ che garantisce anche la spedizione a domicilio della versione cartacea della rivista. Da non sottovalutare il fatto che coloro che già hanno sottoscritto un abbonamento tradizionale possono leggere gratuitamente la rivista sul proprio Tablet Apple.

Il New Yorker è solo il primo dei cavalli di razza della scuderia di Condé Nast ad adottare il nuovo sistema. L’editore ha fatto sapere che nelle prossime settimane verranno aggiornate anche le applicazioni di Vanity Fair, Glamour, Golf Digest, Allure, Wired, Self e GQ. In quel caso i prezzi saranno ancora più accessibili: 1,99€ per l’abbonamento settimanale, 19,99$ per quello annuale. In quel caso si potrà scegliere se ricevere anche la versione cartacea delle riviste senza sovrapprezzo.

La notizia della conversione di Condé Nast sulla via di Cupertino ha ovviamente fatto felice il Vice Presidente Eddy Cue, l’executive che si sta occupando in prima persona di trattare con tutti i grandi gruppi editoriali. Il nuovo corso ha offerto inoltre una nuova interpretazione a quelle indiscrezioni su un possibile rallentamento dello sviluppo delle app per iPad lanciate dall’editore. Era molto probabilmente l’inizio del cambio di rotta che ha portato a questa decisione.

Condè Nast è riuscita in ogni caso a strappare ad Apple delle condizioni particolari: i 10$ di sovrapprezzo per l’abbonamento digitale+cartaceo del New Yorker, ad esempio, visto che a Cupertino pretendevano che il prezzo fosse lo stesso per tutte le tipologie di abbonamento (quello che avverrà per le altre riviste). La seconda concessione riguarda il trattamento dei dati degli utenti: a Condé Nast è stato concesso di inserire un ulteriore form di opt-in per chiedere all’utente un indirizzo email valido. Apple non ha concesso tuttavia più dati di quanto prestabilito e l’editore ha a disposizione solamente nome, email e codice di avviamento postale del cliente.

Come scrive Peter Kafka su Media Memo: “Robetta, ma abbastanza importante per l’editore. Apple ottiene ciò che vuole senza concedere troppo di quello che realmente gli interessa. Steve Jobs wins”.