Microsoft Laptop Hunters: Lauren, Sue e le nuvole ferme

di Andrea "C. Miller" Nepori 36

Avevo deciso di non parlare più degli spot della serie Laptop Hunters di Microsoft. Ormai li conosciamo bene, funzionano tutti secondo lo stesso copione e non sorprendono più, né fanno più arrabbiare. Ci fanno solo capire quanto sia sbagliato e impulsivo l’approccio della Microsoft di Steve Ballmer all’advertising.

In ogni caso non potevo tacere questo divertente particolare scoperto grazie alla segnalazione del Dr.Macenstein. Nell’ultimo spot, quello in cui mamma e figlia di comprano un laptop Dell da un migliaio di dollari, è particolarmente evidente l’aspetto farsesco di queste pubblicità, lontane anni luce dalla sottospecie di reality da centro commerciale che Microsoft vorrebbe dare a bere agli spettatori.

C’è un particolare, nel video, che rivela un aspetto essenziale: la scena in cui madre e figlia enunciano le caratteristiche del computer che vorrebbero e la scena in cui alle due vengono consegnati i soldi sono state girate di seguito. In pratica la reazione delle due alla consegna del denaro è stata girata ancora prima della scelta del computer.

Provarlo è molto semplice: basta dare uno sguardo al cielo sullo sfondo. Fra le due scene si suppone sia passata almeno una mezzora, o magari un’ora. Insomma, il tempo necessario perché le due donne scegliessero il laptop. Ma allora come mai le nuvole si sono mosse solo di pochissimo? C’è qualcosa che non va nei tempi di questo girato.

Qualcuno potrebbe dire: è logico, spostare un set per poi tornare a girare nuovamente nello stesso punto dopo mezzora non ha senso. Prima si fanno le riprese che condividono l’ambientazione e poi ci si sposta. Se questo è vero per uno spot tradizionale, non è accettabile per uno spot che si suppone essere una specie di reality volto a raccontare in maniera coerente e “non intrusiva” l’esperienza di acquisto di due persone qualunque.


Notate le nuvole sullo sfondo. Un particolare che dimostra come fra le due scene non sia passato il tempo necessario a scegliere un laptop.

Si è detto che dare risalto a questi spot in ambito Mac è come fare il gioco di Microsoft. Può essere vero, anche se io ci credo relativamente. Ritengo che sia più importante un altro aspetto e cioè che al di là dei contenuti, Microsoft, per la prima volta, ha scelto di attaccare Apple direttamente, smettendo di ignorarla e investendola di credibilità ufficiale in quanto competitor reale. Non era mai successo prima e secondo alcune analisi non sarebbe mai potuto accadere se alle redini di Microsoft ci fosse ancora Bill Gates e non il sanguigno invasato che risponde al nome di Steve Ballmer.

Non è difficile capire che, con buone probabilità, che dietro queste scelte pubblicitarie ci sono le pressioni dei produttori di PC che, a differenza di Apple, sono alle prese con il calo delle vendite e degli utili e con l’onda anomala dei netbook, computerini che si vendono come il pane ma portano in cassa solo qualche briciola a causa dei ricarichi irrisori. Un’altra prova di queste pressioni? La totale assenza di riferimenti al sistema operativo dei Laptop comprati dai protagonisti degli spot.

Ecco che quindi all’industria servono spot che asseriscano il contrario di ciò che sta avvenendo realmente, ovvero insinuino che siccome c’è la crisi  i PC sono una scelta migliore perché, semplicemente, costano meno dei prodotti Apple. All’azienda di Cupertino è bastato uno spot elegante e misurato come “Elimination” per fare le scarpe in trenta secondi ai 5 spottoni della serie Laptop Hunters.