Steve Jobs, the crazy one, the misfit

di Andrea "C. Miller" Nepori 60

“La scorsa settimana ho notato che combinando le parole dello spot Apple Crazy Ones con alcune immagini storiche di Steve Jobs poteva avere perfettamente senso”. A scrivere queste parole sul suo blog è Ken Segall, autore del video tributo che vedete qui a seguire.
Se il nome Ken Segall vi dice qualcosa, consideratevi pure dei buoni Apple-storici, perché Segall è che il creativo che ha ideato il concept originale di quel famosissimo spot televisivo che fu la chiave di volta dell’altrettanto nota campagna Think Different.
Il filmato di apertura assume un valore che va ben oltre quello del tributo di un semplice fan: è il creatore stesso della campagna che, a 14 anni di distanza, la corregge per integrare una carenza importante.

Nel 1997 Steve Jobs non avrebbe di certo potuto figurare in quello spot se non peccando di una presunzione estrema e controproducente. Presunzione che sarebbe stata giustificata visto che il pedigree per comparire a fianco di Picasso, John Lennon e tutti gli altri già allora non gli mancava. Ma the best was yet to come.
Durante la visione del filmato fate caso alla sincronizzazione di alcune delle affermazioni della voce narrante con le immagini di Steve. Alcune sono particolarmente azzeccate e tutto lo script è perfettamente adatto ai segmenti e alle foto che l’accompagnano. Questo video è testimonianza dell’incredibile efficacia di una campagna pubblicitaria fra le più riuscite al mondo, un classico che come tutti i classici va oltre le intenzioni del suo creatore originale e si può applicare ai molti geni e grandi artisti del nuovo secolo e del nuovo millennio. Steve Jobs per primo.

Buona visione.

[Ken Segall Observatoryvia]