Snow Leopard: 64 bit, Grand Central, Open CL.

di Emanuele L. Cavassa 25

Tre termini che possono sembrare oscuri ai più, ma che da settembre, all’uscita di Snow Leopard in aggiornamento per ogni utente di Leopard, significheranno più potenza nei nostri Mac, anche in quelli non più recentissimi, purché montino processori Intel.

Il lavoro degli ingegneri software Apple si è concentrato su due strade: rifinire l’esistente, migliorando piccole e grandi funzioni di Mac OS X per offrire un’esperienza utente sempre all’avanguardia; e creare nuove basi tecnologiche per sfruttare al meglio l’hardware attuale e futuro. Anche molto futuro.

Grand Central Dispatch.

Attualmente ogni Mac in vendita ha almeno un processore con due core d’elaborazione. Purtroppo, fatti salvi pochi programmi, molta di questa potenza è sprecata dal fatto che i programmatori non sfruttano entrambi i core, programmando ancora come se il processore fosse monolitico.

Questo perché l’ottimizzazione per più core voleva dire riscrivere gran parte del proprio programma, ma grazie a Grand Central Dispatch non ce ne sarà più bisogno.
E’ infatti il sistima operativo stesso a distribuire il carico di lavoro delle applicazioni sui vari core disponibili nel Mac, in modo totalmente trasparente per l’utente che si accorgerà solo di un incremento delle prestazioni visibile.

Il software che userà Grand Central Dispatch (GCD) sarà più performante, anche perché la tecnologia è integrata nel sistema, consentendo a GCD di conoscere cosa accade a livello globale, non di singola applicazione. In questo modo i vari thread dei programmi potranno essere gestiti in base alle richieste effettive ed al carico di lavoro da eseguire.

64 bit.

Il Mac Pro può montare 32 Gb di ram, un MacBook Pro può arrivare a 8 ed un iMac ufficialmente a 6. Peccato che le applicazioni possano utilizzare non più di 4 Gb di ram e se di quantità maggiori ne beneficia il sistema, a livello di elaborazione da parte dei programmi non abbiamo praticamente differenza.

Con sistemi a 64 bit, però, le applicazioni potranno indirizzare fino a 16 miliardi di Gigabyte. Certo, ci vorrà ancora parecchio prima da poter vedere un Mac con 16 exabyte di ram montata, ma perché limitarsi?

Le applicazioni di Snow Leopard passano praticamente tutte ai 64 bit, tranne iTunes, DVD Player, Front Row, X11 e Grapher.
Chi non ha processori a 64 bit (tutti i Mac Intel prima serie, con processori Core Duo e non Core 2 Duo), non si disperi: le applicazioni funzioneranno tranquillamente, certo senza la possibilità d’uso di così tanta ram.

Ci sarà anche più protezione, grazie ai 64 bit: infatti le applicazioni di sistema riscritte implementano nuove forme di protezione rispetto ad attacchi esterni ed interni tramite malware. Memoria di sistema protetta con crittografia, per prevenire code-injection sulla ram e dati delle applicazioni in esecuzione al sicuro grazie ad un nuovo meccanismo di function-passing.

Open CL

Se i 64 bit imbrigliano tutta la ram installata per renderla disponibile alle applicazioni e Grand Central Dispatch ottimizzerà i software per l’esecuzione su più core, Open CL risveglierà un altra potenza dei nostri Mac, normalmente dormiente: la scheda video.

A parte durante l’uso di videogiochi o applicazioni che sulla scheda video applicano effetti in tempo reale (Final Cut, Aperture, per dirne due), per la maggior parte del tempo il processore di questo componente del computer rimane pressoché inutilizzato.

Parliamo di Gigaflop di istruzioni che possono essere elaborate al secondo, certo non si esauriscono gestendo l’interfaccia grafica di Mac OS X e visualizzandola a monitor.
Ecco allora l’idea: e se si spostasse l’elaborazione di compiti pesanti per il processore, sulla scheda video? Come farlo in maniera semplice per gli sviluppatori di software e trasparente per l’utente?
La risposta è Open CL: uno standard aperto, supportato da aziende leader nel settore dei processori (Nvidia, AMD, Intel), basato sul linguaggio di programmazione C.

Per gli sviluppatori sarà quindi semplicissimo aggiornare le loro applicazioni per fare in modo che usufruiscano di Open CL per i compiti più gravosi, ottenendo così prestazioni impensabili allo stato attuale della tecnologia software.

Immaginate cosa potrà essere usare il Mac con applicazioni a 64 bit, ottimizzate per Open CL e che si basano su Grand Central Dispatch per distribuire il lavoro su più core.
Speriamo che dalla WWDC, grazie alle sessioni di lavoro specifiche dedicate alle varie tecnologie e fino a settembre, quando potremo inserire il nuovo felino nei nostri computer, che più sviluppatori possibile aggiornino le loro app per supportare queste incredibili tecnologie che consentiranno ai nostri Mac di avere sempre più potenza grazie ad un’ottimizzazione software eccellente.