Perché “Misunderstood” è uno dei peggiori spot Apple di sempre

di Giordano Rodda 26

(Disclaimer: quanto segue è un’opinione assolutamente personale, e so per certo che molti altri, in redazione, si sono commossi con questo spot. Ma io sono cinico e cattivo, che volete farci)

Sogno di una notte di fine autunno. Coppia al ristorante, vestiti di discreta eleganza, dessert ormai spazzolato dai piatti, bottiglia di vino vuota. Probabile anniversario. Lui e lei seduti di fronte. Ognuno con lo smartphone in mano. Da mezz’ora buona.
E tu fantastichi: lui sta controllando Eurosport per sapere com’è finito il posticipo. Oppure gli è arrivata la notifica delle cinque vite a Candy Crush Saga. Lei conversa con due amiche contemporaneamente su Whatsapp mentre decide che filtro mettere per il tortino al cioccolato su Instagram.

(Lo so, lo so, i sogni spesso ragionano per luoghi comuni e sono un po’ sessisti. Andiamo oltre).

Misunderstood

Passi accanto al loro tavolo e ti lasci sfuggire, (quasi) senza volerlo: «Ma che tristezza». Al che loro, inviperiti, si alzano. Sorpresa: non per sputarti un comprensibile «Fatti gli affari tuoi», ma per correggerti. Hai frainteso. Non si stanno isolando. Stanno immortalando ogni cosa per il futuro.

«Vuoi mettere quando, fra qualche tempo, potremo rivedere via AirPlay il filmato del sommelier che ci stappa il Moët & Chandon?»
«Sì, ma intanto stasera vi siete ignor-»
«E in alta definizione, magari sulla futura TV Apple? Vuoi mettere?»

Poi mi sveglio, e al buio cerco l’iPhone per twittare subito l’esperienza. Appunto.

Il nuovo spot Apple – «Misunderstood» – è un piccolo gioiellino sull’incomunicabilità moderna come neanche la filmografia integrale di Antonioni. Involontario. La storia la sapete, e se non l’avete vista potete trovare la pubblicità qui: famiglia americana che raggiunge i parenti per passare il Natale insieme, figlio teenager al seguito che non si stacca un secondo dall’iPhone. La mattina di Natale si scopre che – sorpresa! – in tutto questo tempo lo scapestrato adolescente ha usato lo smartphone per registrare e montare un video coi nonni che si baciano perché si vogliono ancora bene dopo tanti anni e i fratellini che fanno la nanna e le battaglie a palle di neve e i biscotti di zenzero. Lacrimoni, abbracci, tutto è perdonato, e io che pensavo che sextassi con Brenda. Non la vediamo, ma so che la pasta Barilla  aspetta di là, fumante, in sala da pranzo (in America quella hanno).

Bene. A parte la mia tradizionale idiosincrasia per gli spot «preparate i fazzoletti» gentilmente offerti da ciniche multinazionali, io a fine commercial ho avuto alcune perplessità. Credetemi, sono tutt’altro che un luddista – non scriverei qui – e aborro fabiovolismi in stile “I ragazzi d’oggi stanno sempre su Facebook”. Però quando è troppo è troppo.

Il ragazzo introverso ma in realtà sensibilone (modellato a piacere su Dwayne/Paul Dano di Little Miss Sunshine o su un video di Lorde) si è immolato per la posterità. Ha sì fatto un bel filmino, ma in tutto quel tempo non ha vissuto. Non ha giocato a palle di neve, ha passato distrattamente il naso-carota del pupazzo, non ha abbracciato il nonno, non ha pattinato sul ghiaccio, ha messo mezza pallina sull’albero, ancora un po’ e si perdeva la sorellina nel bosco. Ha in gran parte delegato alla fotocamera la sua interazione con la famiglia. È stato assoluto spettatore. È desolante. Non ha vissuto.

«Ma vuoi mettere?»

Lo spot, tecnicamente, è ben fatto. Tutti (o quasi) sembrano adorarlo. L’argomento, l’alienazione da tecnologia invasiva (attenzione: «apparentemente», ci dice Apple), è attuale che di più non si può. Eppure, senza volerlo, «Misunderstood» mostra molto bene tutto ciò che ci si perde stando incollati al touchscreen. Il retrogusto mi è sembrato desolante. Per altri versi come strategia commerciale è  indovinata: non rompete le scatole ai vostri figli che rispondono a monosillabi, lasciateli smanettare, chissà che beau geste hanno in mente.

Anzi.

Gioite, teenager e non solo. Se preferite la vostra timeline da Twitter alla gente che vi sta intorno, se avete ormai i polpastrelli ridotti come uvetta da panettone, d’ora in poi avete una scusa formidabile. Cortesia di mamma Apple. La sfangherete, e magari commuoverete pure parenti e amici.