iPad 2, cosa nascondono i progressi tecnici dell’unibody?

di Giuseppe Benevento 11

iPad 2 unibody
Ormai conosciamo il tablet del 2011. Quello che tutti i produttori dovranno inseguire: l’iPad 2 o più semplicemente il nuovo iPad. Ma per una conoscenza più approfondita dovremo sicuramente aspettare almeno il prossimo 11 marzo 2011 quando i soliti noti di iFixit si divertiranno a vivisezionare il nuovo iPad.

Ma c’è anche un’altra persona che potrebbe darci qualche indicazione: Atakan Peker. Ai più questo nome non dirà sicuramente nulla, ma, in passato, questo nome è stato sulla bocca di tutti gli addetti dell’ecosistema che gira intorno al mondo Apple per una dichiarazione particolare. Atakan Peker aveva riconosciuto il materiale con cui Apple aveva prodotto un particolare oggetto.

L’oggetto in questione, si scoprirà poi, era la “graffetta” di espulsione del vano SIM dell’iPhone 3G. Stando ad Atakan Peker, era prodotta (solo per il mercato U.S.A.) con una particolare lega da lui co-inventata. Parliamo della Liquidmetal. La lega era stata subito riconosciuta al tatto e, probabilmente, era un primo test che Apple faceva su questo tipo di lega.

Ricordiamo che lo scorso agosto 2010 Apple ha stretto un accordo in esclusiva con la Liquidmetal Technologies per l’utilizzo della tecnologia di tale lega amorfa e da allora si rincorrono rumors su quali saranno gli utilizzi che ne faranno a Cupertino. In un primo tempo si è pensato ai gusci unibody, poi a qualcosa che avesse a che fare con iPhone 4 e la soluzione alla death grip; ancora, qualcosa che avesse a che fare con macchinari avanzati per migliorare i processi produttivi ed infine all’utilizzo della lega per ridurre il peso ed aumentare la durata delle batterie.

Mentre ieri tutti erano impegnati ad ammirare il nuovo iPad, sono passati quasi inosservati due dettagli. Il primo è che Steve Jobs non calzava le solite New Balance, l’altro è celato, forse, nel video di presentazione del nuovo iPad. La nostra è solo una illazione però nel video, al minuto uno e ventidue secondi, si ascoltano (e leggono nei sottotitoli) delle informazioni particolari. Come potete notare negli screenshot in apertura, si parla di progressi tecnici dell’unibody, di robustezza (forse il vecchio iPad lo era meno o hanno cambiato qualcosa e mantenuto la medesima robustezza?) ed anche di cura del prodotto. La parola originale utilizzata da Jony Ive, però, è “precise” che può essere tradotta sia con “curato” che con “preciso”.

Ora, tutti conosciamo già la tecnica di produzione unibody ma di quali progressi tecnici parla il Senior VP Design di Apple? E la robustezza e la maggiore cura (o la maggiore precisione) da dove arrivano? Forse dovremmo provare a far tenere il nuovo iPad in mano ad Atakan Peker per sapere se di semplice alluminio si tratta o se Apple ci ha tenuto nascosto che la robustezza associata ad un minore ingombro hanno a che fare con la lega amorfa. E se così non fosse e si trattasse di semplice alluminio, i macchinari con cui sono “scavati” con la “vecchia” tecnica i gusci unibody sono forse realizzati con la lega Liquidmetal fornendo maggiore precisione e quindi anche la possibilità di ridurre gli spessori? Questo non è dato saperlo. Almeno per il momento.

Voi cosa ne pensate? L’anno del nuovo iPad potrebbe anche essere l’anno del test su larga scala dei gusci unibody realizzati con lega amorfa? Fatecelo sapere nei commenti.