Il 2000, l’anno del futuro

di Lucio Botteri 17

OFFICIALS TEST TIME SQUARE NEW YEARS BALL.

Se avete vissuto almeno una decade dello scorso secolo dovreste ricordare come il cambio di millennio veniva percepito: senza tirare in ballo Kubrik e l’Odissea nello spazio (negli anni ’60 erano convinti che nel 2000 avremmo come minimo colonizzato il sistema solare), il 2000 era l’anno del futuro, l’anno in cui le nostre vite sarebbero cambiate radicalmente. Ma fu davvero così? Proviamo a trascorrere un giorno nel futuro (che per noi è passato da 13 anni).

Di buon mattino veniamo svegliati dalla radio che sta trasmettendo gli ultimi successi, tra i quali “It’s my life” di Bon Jovi e “Beautiful day” degli U2, tra un pezzo e l’altro sentiamo una pubblicità della Sony: i nuovissimi lettori DVD sono scesi di prezzo, ora costano “solo” 700.000£. Osserviamo il nostro videoregistratore e pensiamo che resteremo con lui ancora per un bel po’.

Entusiasti per questo ritorno al futuro/passato, di impulso ci viene l’istinto di prendere lo smartphone e controllare le novità di quel periodo. Peccato che ci ritroviamo in mano questo, e siamo anche fortunati perché è uno dei cellulari più ambiti del momento:

L'indistruttibile Nokia 3310. I produttori di custodie piangevano miseria.
L’indistruttibile Nokia 3310. I produttori di custodie piangevano miseria.

Certo, siamo abituati a Real Racing 3, Shadowgun, Infinity Blade… ma una partitina a Snake per adesso andrà benone. Wow, che record! Condividiamolo su Twitter… no. Twitter non esiste. Ma possiamo sempre inviare un SMS al nostro migliore amico: “Ciao! Ho fatto 960 punti a #Snake! Riuscirai a battermi?”. Dopo poco ci arriva una telefonata del nostro amico, che è molto preoccupato per la nostra salute mentale.

Dato che siamo persone all’avanguardia, abbiamo già un portatile, e mica un portatile qualsiasi. Abbiamo un nuovissimo iBook di un fantastico verde sgargiante. All’epoca era cool. L’abbiamo comprato durante l’ultimo viaggio negli Stati Uniti e l’abbiamo pagato 1600 dollari, mica poco.

L'home page del sito Apple italiano
L’home page del sito Apple italiano

Ce lo mettiamo sulle ginocchia, anche se pesa ben 3 kg e abituati ai MacBook Air del 2013 ci sembra di avere in braccio un bambino grassottello di 6 mesi. Però aveva addirittura il Wi-Fi integrato, che per l’epoca era una cosa rarissima, inoltre il sistema operativo è System 9. Sul sito Apple leggiamo: “Mac OS 9 è il miglior sistema operativo per Internet,” ha dichiarato Steve Jobs.

Mac OS 9
Mac OS 9

Del resto la concorrenza non è che se la passasse molto meglio:

Windows 2000 Professional
Windows 2000 Professional

Decidiamo quindi di navigare un po’ su internet, apriamo quindi Facebook… no, Facebook non esisterà ancora per parecchi anni. Apriamo allora MySpace… nemmeno. Se proprio vogliamo socializzare dovremo in qualche modo collegarci alla rete IRC e in questo momento quasi ci pentiamo di avere un Mac, perché non possiamo usare mIRC. Decidiamo di leggere le ultime notizie su sitacci come Supereva, e ben presto ci passa la voglia non solo di navigare ma anche un po’ di esistere. Ci riprendiamo un po’ pensando che inventeremo Facebook prima di Zuckerberg e diventeremo miliardari.

Spegniamo il computer, che comunque stava già per esaurire la batteria. Tra i contatti nella rubrica troviamo il nome di una ragazza che ci piaceva tanto all’epoca, ma non avevamo il coraggio di farci avanti. Tempo di rimediare! La telefoniamo e le diamo un appuntamento al bar. Ci dice che stasera suona una band che le piace tanto, le chiediamo allora di farci vedere un video della band dal telefono. “Un video dal telefono??” – ci guarda sbigottita. “Ah, no… già… ehehehe… scherzavo!” Fate mente locale e vi rendete conto che, anche se ce ne fosse la possibilità, un video non risulterebbe granché su un display monocromatico da 84*48 pixel.

Le chiediamo allora di farci ascoltare qualcosa, sperando che abbia almeno un iPod. Ma l’iPod non esiste ancora, sarà presentato tra un anno e costerà un occhio della testa. Ci passa le cuffiette collegate ad un lettore cd che “salta” anche se poggiamo la tazzina di caffè sul tavolo.

Vi date appuntamento al locale del concerto, ore 21:00. Non avete la minima idea di dove si trovi, ma qual è il problema? Apriamo Google Maps… oh no di nuovo. Proprio non riusciamo ad abbandonare le abitudini del nostro tempo. Sono solo 13 anni ma il mondo è cambiato davvero tanto, fino a ieri non ce n’eravamo proprio resi conto. Come facciamo a raggiungere il locale? Proviamo a cercare su internet (intanto siamo tornati a casa), ci spostiamo con il portatile più vicini al router perché già a pochi metri di distanza non prende bene il segnale. Il locale non ha un sito internet. Vi rendete conto che pochissime attività commerciali dispongono di un sito internet. La maggior parte delle persone non sa neanche cosa sia Google, seppure già esista. Non vi resta che chiedere in giro.

La giornata è stata dura, ma bella. Avete vissuto più rapporti sociali e meno “social”. Avete dovuto chiedere informazioni, avete dovuto parlare con la gente. Siete stati, forse, in tutto, un’oretta al computer. Contro le 5-6 (se va bene) di oggi. E il concerto è stato davvero bello, non vedete l’ora di rivedere le foto. Se ne parlerà la settimana prossima, quando il rullino sarà pronto.

Concludo come al solito invitandovi a commentare l’articolo: raccontateci il vostro 2000

[liberamente ispirato a quest’articolo]