Il logo Apple e la leggenda di Turing. Una sfida per i lettori!

di Andrea "C. Miller" Nepori 26

Alan TuringAvete sempre pensato che Steve&Steve avessero voluto dedicare il nome e il logo di Apple a Sir Isaac Newton? Forse allora non avete ancora sentito questa leggenda, mai smentita ufficialmente dall’azienda di Cupertino, secondo la quale il famoso logo della mela sbocconcelata fu creato in omaggio ad Alan Turing e nella quale mi sono imbattuto divagando sul tema alla ricerca di ulteriori spunti nella stesura di questo articolo pubblicato giovedì.

Turing è lo straordinario scienziato che dovete ringraziare se in questo momento siete in grado di leggere questo blog, navigare su internet, scrivere un’email o più semplicemente se avete a disposizione un computer sulla vostra scrivania. E’ universalmente considerato il padre della moderna Computer Science in quanto fu il primo a proporre un modello matematico di “macchina logica” programmabile attraverso un algoritmo (la macchina di Turing) spalancando le porte alla moderna tecnologia informatica, e prevedendone addirittura i limiti teorici.

Turing eccelse tuttavia anche in altri campi: ideò il test di Turing per misurare l’intelligenza artificiale di una macchina e apportò un immenso contributo nel settore della crittografia. Egli era infatti uno dei pilastri del gruppo di scienziati che a Bletchley Park progettarono e realizzarono i calcolatori della serie Colossus (a partire dalla Bomba Kryptologiczna polacca di Marian Rejewsky), il primo computer britannico che durante la Seconda Guerra Mondiale fu in grado di decifrare i codici generati dalla macchina Enigma di Arthur Scherbius, utilizzata dai nazisti. Come se non bastasse, Turing fu anche un ottimo maratoneta di livello olimpionico anche se non partecipò mai alle competizioni internazionali.

Ma sfortunatamente ad Alan Turing toccò in sorte di essere un precursore anche delle moderne battaglie per il riconoscimento dei diritti delle minoranze sessuali in un periodo storico in cui l’omosessualità era ancora considerata reato. Lo scienziato non nascose il proprio orientamento sessuale, e nel 1952 fu per questo incarcerato. Durante il processo, dimostrando quanto fosse “più avanti” rispetto alla mentalità della propria epoca, ebbe il grande coraggio di difendersi affermando soltanto che “non scorgeva nulla di male nelle proprie azioni”. La pena fu pesantissima: Turing fu sottoposto ad un trattamento di castrazione chimica e dosaggio ormonale che lo resero totalmente impotente e come effetto collaterale gli provocarono una grave forma di ginecomastia.

Poco più di due anni dopo, sconvolto da questo evento, Turing pose fine alla propria esistenza mordendo una mela avvelenata con cianuro di potassio. Ad estrema dimostrazione della propria eccentricità, lo scienziato prese spunto dalla fiaba di Biancaneve, da lui amata fin da bambino.

Apple Turing

Eccoci dunque nuovamente alla nostra leggenda. Adesso è facile capire perché la mela del primo logo di Apple potrebbe essere una sorta di omaggio a Turing. Il frutto, lo spicchio mordicchiato e ancora un altro particolare: i colori del logo non ricordano forse quelli della bandiera dell’orgoglio omosessuale? Steve Jobs e Steve Wozniak, con un saggio magistrale di pensiero laterale, scelsero dunque di omaggiare Alan Turing con il logo della loro azienda informatica?

La sfida. L’idea è intrigante e, come vi ho anticipato, la Apple non ha mai smentito del tutto queste supposizioni. C’è però una prova inconfutabile che dimostra l’impossibilità di questo scenario, ma non ve la voglio rivelare subito. Lascerò che siate voi ad indovinarla.
I quesiti che vi pongo sono due:

  1. Facile: Quale mistificazione si cela nell’immagine a metà articolo? Indizio: ho dovuto operare questa modifica per rendere più veritiera la leggenda (naturalmente non si tratta della formula bruta del cianuro di potassio).
  2. Difficile: Perché non è possibile che Steve Jobs e Steve Wozniak abbiano voluto omaggiare Alan Turing prendendo spunto dalla bandiera dell’orgoglio omosessuale? Indizio: è una causa di forza maggiore, non dipende dalle idee o dalla volontà di Woz o El Jobso.

Vi ricordo che in palio c’è soltanto il titolo onorifico, non valevole a livello legale, di MacLock Holmes (elementare caro Wozniak!) per chi indovina per primo il quesito più difficile. Chi arriverà più velocemente alla soluzione corretta del quesito più facile verrà invece nominato Valvassino di Cupertino, titolo di cui potrà vantare solamente la rima baciata. In più avrete diritto, in entrambi i casi, all’aggiunta di un link, se avete una pagina personale, in un successivo UPDATE al post in cui riporteremo la soluzione. Il primo a vincere la massima carica di MacLock Holmes (che non vi permetterà di entrare gratis né al cinema né allo stadio, mi dispiace) è stato Frank_Piccione. Chi sarà il prossimo?

Naturalmente potrete usare tutti i mezzi a vostra disposizione: Google, Wikipedia, i 45 tomi dell’Enciclopedia Britannica che avete acquistato a rate nell’87 e avete ancora da finire di pagare, la negromanzia, il ricorso a contatti extrasensoriali con una civiltà aliena. Non sono invece ammessi il ricatto, il rapimento di uno dei nostri redattori a fini estorsivi e l’abuso edilizio (che non c’entra nulla ma è sempre una cosa spiacevole).

Avete tempo fino a che non ci accorgeremo che qualcuno ha indovinato. Postate le vostre risposte nei commenti e vi ricordo che le risposte sparate a caso sono spesso le più divertenti. Fatevi sotto!

UPDATE. Soluzione e assegnazione delle onorificenze.

1 – L’ordine dei colori nel logo è stato modificato per combaciare con quello dei colori della bandiera dell’orgoglio omosessuale.

2 – La bandiera è del 1978, mentre il logo venne disegnato da Rob Janoff su richiesta di Steve Jobs nel 1977.

Ed ora, per i poteri conferitimi dall’unione nazionale ferrotranvieri, da Piero, Alberto e Angela Angela (la cugina), da Ronald McDonald e dall’iPhone della ministro Prestigiacomo, nomino:

Gilberto, MacLock Holmes Pro
Sergio Sabaghi, MacLock Holmes
elmanu, Valvassino di Cupertino

Ringrazio tutti i lettori e tutti i commentatori, invitandoli a tentare di accaparrarsi uno di questi titoli senza alcuna valenza legale al prossimo giro. Non varranno niente, è vero, ma è sempre meglio che sperperare 10€ per comprare una finta pergamena con la propria discendenza nobiliare stampata in Book Antiqua dai banchetti di araldica che trovate alle fiere rionali.