Apple rivede la disposizione delle Genius Bar

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

Se di recente avete visitato un Apple Store e preso un appuntamento alla Genius Bar (magari di sabato o domenica), ci sono buone possibilità che vi siate trovati a dover fare la fila in attesa del vostro appuntamento. Questo dell’affollamento del “reparto” assistenza negli Apple Store è un problema sempre più pressante ed Apple sta provando a risolverlo con una revisione del layout del lungo bancone dell’assistenza tecnica che caratterizza tutti i suoi Store.

Ne scrive Gary Allen su ifoAppleStore:

“Apple sta testando una nuova disposizione che aumenterà la capacità della Genius Bar e favorirà l’utilizzo degli iPad per la gestione dei dati di servizio”.

Al momento le Genius Bar mantengono la disposizione originale, pensata più di dieci anni fa: il lungo banco disposto parallelamente ad una delle pareti dello Store. Da una parte i clienti, dall’altra i Genius con le loro postazioni MacBook Pro fluttuanti (già assenti in alcuni degli Store più recenti).

Era una disposizione nata per l’assistenza dei Mac e realizzata in modo tale da offrire un supporto al portatile (o più in generale al Mac) del cliente e pensata per una densità d’utenza ben più bassa di quella che si registra oggi in uno qualsiasi dei punti vendita Apple sparsi per il mondo.

Le “nuove” Genius Bar, come mostrato da una foto pubblicata da Allen (in apertura) saranno invece disposte perpendicolarmente alla parete, con sgabelli per i clienti da un lato e dall’altro.
Non è ben chiaro quali modifiche all’equipaggiamento (e alle mansioni) dei Genius comporterà questo cambiamento e se quello in corso è un test limitato o una novità che Apple vorrà presto estendere ad un gran numero di Store.

E’ chiaro invece che la nuova disposizione della Genius Bar è un altro segno dei tempi visto che grazie all’aumento dei posti a sedere favorirà senza dubbio la rapidità d’intervento su dispositivi più piccoli e “semplici” quali gli iPad e gli iPhone. Ovvero i prodotti su cui ormai i “geni” sono chiamati ad intervenire nella maggior parte dei casi.