Negli U.S.A. Apple allarga la copertura sanitaria ai dipendenti part-time

di Andrea "C. Miller" Nepori 3

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Mentre a Washington infuria la battaglia politica sulla riforma della sanità voluta dal Presidente Obama, Apple ha deciso di attuare una scelta importante per la copertura sanitaria dei dipendenti degli Apple Store sparsi su tutto il territorio U.S.A..
A partire dal 2010 anche i dipendenti assunti da almeno un anno con un contratto part-time minimo di 15 ore settimanali avranno diritto alla copertura sanitaria full-benefit finora riservata unicamente ai dipendenti a tempo pieno. Un cambiamento importante in un paese in cui le aziende nella maggior parte dei casi offrono un assicurazione “lite edition”, per dirla con l’App Store, ai lavoratori part-time impiegati per almeno 20 ore a settimana.

Secondo le fonti la novità non è un semplice “regalo di Natale” di una Apple buona e giusta, ma fa parte di una strategia precisa che mira a mantenere alto il livello di soddisfazione dei dipendenti degli Apple Store, sia per garantire l’ottimo servizio per cui i punti vendita della Mela comunemente si contraddistinguono, sia per evitare che la forza lavoro, formata a spese di Cupertino, possa giudicare più convenienti le offerte della concorrenza.

Si stima che il provvedimento, che coinvolgerà un totale di circa 9900 dipendenti part-time, possa arrivare a costare fino ad 80 milioni di dollari all’anno. Una somma che Apple potrà sborsare senza problema alcuno, viste le ottime performance di vendita dell’ultimo anno praticamente in tutti gli Store presenti sul territorio nazionale.

Per i soli Store americani si parla di numeri nell’ordine dei 6,5 miliardi di fatturato complessivo, con un utile di circa 1,4 miliardi di dollari. In quest’ottica la nuova politica di Apple Retail in ambito sanitario è un’operazione per la quale sarà necessaria una somma inferiore al 6% dei profitti netti.

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