iPacchi: Allarme Terremoto, l’app che NON prevede i terremoti (Aggiornato)

di Andrea "C. Miller" Nepori 5

In questi giorni di emergenza terremoto in Emilia si è fatto un gran parlare di applicazioni per iPhone (e per smartphone in generale) che permettono di tenere sotto controllo la situazione e di monitorare, seppur con vari gradi di precisione, i numerosi eventi sismici che scuotono il Nord Italia. Ci sono diverse applicazioni utili (torneremo presto sull’argomento) fra le quali spicca per autorevolezza quella dell’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, di cui vi avevamo già parlato qualche mese fa. E’ un po’ lenta negli aggiornamenti ma ha alle spalle l’ufficialità dell’ente di ricerca italiano di riferimento in materia di terremoti.

Non è l’unica, ovviamente, e sull’App Store si trovano anche applicazioni che sarebbe meglio non ci fossero. Come “Allarme Terremoto”, un programmino da 1,59€ che, secondo gli sviluppatori, prevede il terremoto in anticipo e può avvertire l’utente dell’imminente arrivo della scossa grazie ad un allarme. Immagino sia chiaro che ne sto parlando nell’ambito di questa rubrica perché in realtà l’applicazione non funziona come promesso.

UPDATE: l’applicazione è una truffa, punto. Leggete l’update a fondo articolo per maggiori dettagli.

Nella descrizione dell’applicazione si legge che “Allarme Terremoto ti avverte dell’arrivo del terremoto identificando le attività sismiche ‘di compressione’ e prima che le distruttive “onde sismiche di taglio” raggiungano la tua area.”

Un primo paragrafo che già dovrebbe far rizzare il sopracciglio. In realtà tutto quello che fa l’applicazione è registrare – magari con un qualche tipo di filtraggio del segnale, ma non ci giurerei – l’input dell’accelerometro dell’iPhone. L’unica raccomandazione è quella di lasciare il telefono acceso su una superficie piana e ferma (ma va?).

Insomma, l’avete capito, un altro iPacco che se ne rimane indisturbato nell’App Store. Un’app che non fa quello che dice ma per la quale qualcuno si intasca qualche spicciolo immeritato.
Si potrebbe quasi accusare gli sviluppatori di sciacallaggio, ma da questo punto di vista mi sento di escludere qualsiasi malafede “recente”. L’ultimo aggiornamento dell’applicazione risale al 18/11/2011 e si può dunque escludere che vi sia del dolo nel tentativo di sfruttare un tema tristemente d’attualità in questi giorni.
L’app più che nel settore “truffa” rientra più in quello delle “boiate” che in altri momenti e con bel altro spirito passerebbero inosservate.

L’invito che mi sento di fare allo sviluppatore, ancora prima che alla Apple, è quello di rimuovere un’applicazione che in questo momento contribuisce solamente a garantirgli una pessima reputazione. Impossibile peggiorare ulteriormente la reputazione del personaggio che ha sviluppato questo scempio. Leggete l’update qui sotto per maggiori dettagli.

Per aggiungere un po’ di contesto vi dico che ho scoperto Allarme Terremoto tramite questo articolo di Paolo Attivissimo. Un pezzo che ho condiviso nelle finalità ma che aggiunge una considerazione morale su Apple, che “senza pudore” lascerebbe su App Store applicazioni come questa, un po’ fuori luogo.
Il problema di questo tipo di applicazioni che “non fanno quello che dicono” sta tutto nel processo di approvazione che, come sanno i lettori della nostra rubrica iPacchi, nel caso degli App Store periferici lascia alquanto a desiderare.

Apple non deve approvare applicazioni di questo genere e deve velocizzarne i meccanismi di rimozione, su questo siamo tutti d’accordo. Ma in questo caso credo che il buon Paolo, forse per disposizione personale nei confronti di Cupertino, abbia voluto leggere un po’ troppo nella presenza su App Store di Allarme Terremoti, un’app “scemotta” dalla descrizione “paracula” (perdonate il termine, ma rende l’idea) che è finita per diventare inopportuna.

Allarme Terremoti probabilmente non è l’unica applicazione che promette funzionalità di previsione sismica. Se conoscete il nome di altri programmini analoghi che ritenete sia il caso di evitare segnalateceli nei commenti a questo articolo.

 UPDATE: devo rivedere le mie considerazioni sullo sviluppatore. Nella fretta non avevo collegato il nome (Samuele Landi, protagonista del crack Eutelia) al personaggio, di cui questa è praticamente la foto di riferimento. Lo fa notare giustamente anche La Nazione di Arezzo in questo articolo.

Un grazie al nostro lettore Salsadiabli che per primo ci aveva fatto notare la “Dubai Connection”: Camillo, ti darei ragione se lo sviluppatore in questione non fosse Samuele Landi, latitante a Dubai, protagonista del crack Eutelia e autore di altre pseudo-applicazioni per “telefonare senza essere intercettati”; se non altro, gli si deve riconoscere una certa conoscenza delle dinamiche italiane relative alla domanda.