Quello che Wall Street non vede: la crescita di iCloud

di Andrea "C. Miller" Nepori 8

Ieri Apple ha annunciato il suo miglior primo trimestre fiscale di sempre e si è affermata come azienda più profittevole al mondo nel 2012. Wall Street ha risposto con un -12,35%.
Un non senso di prima categoria che non solo ha oscurato i dati sui profitti, ma che ha anche contribuito a far passare in secondo piano la crescita esponenziale dei servizi Internet di Cupertino.

I dati sono semplici da riportare: nel corso del 2012 gli utenti iCloud sono passati da 85 milioni a 250 milioni. Gli iscritti ad iTunes, tutti con la loro brava carta di credito pronta e registrata, hanno toccato quota 500 milioni. La piattaforma iMessage si è dimostrata estremamente popolare, con 2 miliardi di messaggi inviati al giorno da più di 500 milioni di dispositivi compatibili. I messaggi inviati tramite il servizio fino ad ora sono più di 450 miliardi.

Lo ha rivelato Tim Cook durante la conference call di ieri:

“In termini di altri servizi siamo molto soddisfatti di come sta andando. Con il Centro Notifiche abbiamo inviato di 4 trilioni di notifiche […]. Abbiamo 200 milioni di utenti registrati su Game Center. Abbiamo 800 mila applicazioni sull’App Store e più di 40 miliardi di download all’attivo.”

In sostanza iCloud, ovvero “la strategia per la prossima decade”, sta andando alla grande. Funziona bene, mancina registrazioni a ritmi inimmaginabili e tutto ciò che può essere ricondotto agli Internet Services gestiti da Eddy Cue esce dal 2012 con un tasso di crescita mai visto prima.

Simili risultati avrebbero fatto schizzare alle stelle le quotazioni di una qualsiasi azienda del settore. Prendete Amazon, tanto per fare un esempio, e la risposta estremamente positiva che Wall Street ha dato ai suoi milioni e milioni di utenti attivi a fronte di una perdita netta trimestre su trimestre ad ottobre 2012.

E’ inutile sforzarsi di trovare una ragione che possa giustificare il modo in cui il mercato sta trattando AAPL e il modo in cui i media trascurano alcuni aspetti dell’azienda che mostrano il successo di questo primo anno di gestione Cook.

Del resto, perché premiare il successo di una strategia decennale che darà ad Apple la chiave del futuro del computing quando si possono comprare a 2 dollari le azioni di un’azienda petrolifera australiana che ha scoperto un nuovo bacino estrattivo e guadagnare quasi il 30% del proprio investimento in 2 giorni?