Video: Jony Ive parla di iPhone 5S e iPhone 5C

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

Era presente all’evento di oggi presso la Town Hall, a Cupertino, ma non ha parlato sul palco, non è nel suo stile, e qualcuno sostiene che quello che taluni hanno visto fosse solo un ologramma. Ma Jony Ive ha detto comunque la sua sulle novità di oggi. La mente suprema del design Apple si è mostrato al pubblico in due video promozionali nei quali parla della progettazione di iPhone 5C e iPhone 5S, i due nuovi modelli di smartphone lanciati oggi dall’azienda di Cupertino.

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Nel video di presentazione dell’iPhone 5C, il modello “economico” con plastica in 5 colori, Ive parla di come la scocca esterna del dispositivo viene realizzata da un’unica estrusione.
Dai su, è l’iPhone 5 con una scocca in plastica, potrebbero dire i detrattori, ma Jony (con l’aiuto degli screen-writer Apple) ci mette tutta la sua poesia e spara fuori aggettivi ben più altisonanti, e avverbi pomposi come “unapologetically” (vale a dire che “non deve chiedere scusa a nessuno se è di plastica”, il che sinceramente suona un po’ difensivo a priori).

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Il video merita sicuramente 4 minuti della vostra attenzione, consapevoli che alla fine della visione vorrete comprare il dispositivo, toccare i capelli di Craig “Hair Force One” Federighi e fare all’amore con il bicipite del vostro designer preferito, il tutto anche contemporaneamente, se possibile.

Simile il tono e l’impostazione anche del video promozionale dell’iPhone 5S, in cui il nostro ci spiega che Apple non fa le cose solo perché le può fare. Insomma, il sensore di impronte digitali è una cosa ben pensata, insiste e iper progettata. Ci crediamo, ok, ma resta inspiegabile quel color oro che, per quanto migliore di quanto pensassimo, rimane estremamente… truzzo.

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A sx, Dan Riccio in una foto del 2012. A dx, Dan Riccio oggi.

In questo video non compare Craig Federighi (mi dispiace, groupies, fatevene una ragione) ma un Dan Riccio visibilmente invecchiato (foto sopra). Da quando è diventato SVP, Riccio ha subito la sindrome Obama. Preoccupazione e responsabilità hanno seriamente intaccato la cesta di capelli corvini e impettinabili che lo contrapponevano perfettamente al collega Federighi.
Implicazioni di carattere tricologico a parte, anche questo video merita due minuti e mezzo del vostro tempo. Buona visione.