Tips Lounge: 10 consigli per snellire il proprio Mac (parte seconda)

di Marco Liuzzi 4

L’altro giorno abbiamo pubblicato la prima parte della guida “10 consigli per snellire il proprio Mac”, soffermandoci su cinque semplici accorgimenti attuabili da tutti, a partire dal MacUser fresco di switch fino a quello più navigato. Oggi, per concludere la guida, vi parleremo di altri cinque metodi per snellire il proprio Mac, questa volta un po’ più “estremi” da attuare.

1. Rimuovere le lingue inutilizzate
Mac OS, da sempre, supporta una vasta gamma di lingue. Una volta scelto il nostro idioma durante la prima installazione, non ci poniamo più il problema. E tutte le altre lingue disponibili? Rimangono sul nostro hard disk, occupando inevitabilmente spazio. E si sa, più spazio occupato, più lentezza. Per eliminare le lingue inutilizzate, ci sono due metodi. Il primo consiste nel rimuovere manualmente le lingue inutilizzate: aprite la cartella “Applicazioni”, ctrl-clic su ogni applicazione, cliccate su “Ottieni informazioni” e selezionate il menu a tendina “Lingue”, e da qui eliminate le lingue che non vi interessano. Il secondo metodo consiste nel ricorrere a tools come Monolingual (freeware), Xslimmer ($13, versione trial gratuita) e TinkerTool System ($9,75, versione trial gratuita) che oltre a velocizzare e facilitare la rimozione delle lingue inutilizzate, offrono interessanti features.

2) Rimuovere i fonts inutilizzati
Rimuovere i fonts inutilizzati porta benefici sia in termini di spazio che di prestazioni.
Ogni font, anche se inutilizzato, occupa dello spazio all’interno dell’hard disk, quindi la sua rimozione porterà benefici alla capienza del nostro Mac. Per quanto riguarda le prestazioni, i fonts influiscono sull’avvio di Mac OS, in quanto al login tutti i fonts vengono caricati, quindi su un Mac un po’ più datato e lento, la differenza potrebbe essere tangibile. Per eliminare i fonts inutilizzati ci viene in aiuto “Libro Font”, applicazione già presente su ogni Mac, che grazie all’opzione “Anteprima” permette di vedere il font che andiamo ad eliminare. Una volta aperto Libro Font possiamo percorrere due strade: disattivare i fonts inutilizzati e lasciarli sull’hard disk o eliminarli completamente così da guadagnare spazio.

3) Rimuovere i files di log
Molti processi, in Leopard, generano, ad intervalli di tempo regolari, files di log. Con il passare del tempo, il numero dei files di log tende a crescere esponenzialmente, così da occupare molto spazio sull’hard disk. Per ovviare a questo problema, possiamo tranquillamente eliminare i files di log vecchi di mesi o anni, sempre che questi non ci siano di qualche utilità.
Va ricordato che ci sono due tipi di files di log: sistemwide log (files di log che registrano gli eventi da tutti i componenti del sistema e che coinvolgono tutti gli utenti del computer) che normalmente sono situati in “/Library/Logs” e quelli riguardanti i singoli utenti, situati in “/User/Library/Logs”.

4) Trovare e gestire files e cartelle di grandi dimensioni
Sembrerà una cosa ovvia e scontata, ma per molti non lo è. Può succedere infatti di dimenticarsi di avere, da qualche parte sul nostro hard disk, files e cartelle di grandi dimensioni. Questi, oltre ad occupare spazio, rallentano il nostro Mac. Per trovare questi files e cartelle, possiamo servirci di semplici tools come GrandPerspective (freeware), Disk Inventory X (freeware), OmniDiskSweeper (freeware) e WhatSize ($13, versione trial gratuita). Una volta trovati, possiamo tranquillamente eliminarli (nel caso di files inutili), compattarli in formato zip o salvarli su un hard disk esterno.

5) Eliminare le applicazioni e il codice non nativi
Sono passati quasi tre anni dal passaggio di Apple dai processori PowerPC a quelli Intel, quindi, a meno di rare eccezioni, gran parte dei MacUser dispone di un Mac con processore Intel. Questa transizione ha portato gli ingegneri Apple a sviluppare le tecnologie Rosetta e Universal Binary.
La prima permette alle CPU Intel di emulare le CPU PowerPC e di far girare applicazioni native PowerPC (trattandosi di un’emulazione, le performance sono comunque ridotte). La seconda tecnologia permette agli sviluppatori di produrre software che girino sia su CPU Intel che PowerPC.
Quindi, se si dispone di soli Mac con CPU Intel, è meglio equipaggiarsi di applicazioni Intel-native così da guadagnarci nettamente in prestazioni. Se invece si dispone di Mac sia PowerPC che Intel è meglio far cadere la propria scelta su applicazioni Universal Binary, così da poterle sfruttare su ogni amato Mac della nostra flotta.

In ogni caso alcuni dei software citati al punto uno permettono di eliminare dalle applicazioni UB il codice dell’applicazione non nativo per il Mac che state usando (PPC se state usando Intel o  viceversa). L’unico contro di questo consiglio è che in questo modo creerete versioni univoche che possono essere usate solo su un Mac Intel o PPC, non il massimo nella remota ipotesi che utilizziate quell’applicazione su due computer con architetture differenti.

[via | ComputerWorld]