La puntata di Report che andrà in onda questa sera alle 21:30 su Rai Tre sarà dedicata al Wi-Fi e ai rischi per la salute che potrebbero derivare dall’uso delle reti senza fili per la connessione ad internet. Report però non manderà in onda una delle attente e puntuali inchieste cui la trasmissione ci ha da sempre abituato, ma presenterà un controverso documentario mandato in onda dalla BBC nel maggio del 2007 in cui la connessione wireless viene equiparata alla comunicazione cellulare e in cui si insinua, senza addurre prove scientifiche fondate, la pericolosità dell’installazione di reti Wi-Fi nelle scuole e nei luoghi abitati.

Questo il testo di presentazione dell’inchiesta che si può leggere sul sito di Report:

“Le comunicazioni senza fili ci danno la libertà di utilizzare un computer come usiamo un telefono cellulare. I governi e le compagnie telefoniche hanno deciso di puntare sul Wireless e stanno installando ripetitori e centraline ovunque, anche nelle scuole. WI-FI, un’inchiesta di BBC Panorama, investiga sulle accuse di alcuni scienziati secondo i quali lo smog elettromagnetico potrebbe provocare, a lungo termine, danni alla salute.”

Davvero non riusciamo a capire perché Report, isola felice di coscienza e sana denuncia nel desolante panorama dell’informazione giornalistica italiana, abbia deciso stavolta di presentare al pubblico un inchiesta di questo tenore, quando in Italia la presenza del Wi-Fi nelle scuole o negli enti pubblici è tutt’altro che una pericolosa realtà.

Non stiamo prendendo posizione senza coscienza di causa. L’inchiesta di BBC Panorama che vedremo questa sera è già disponibile online (Google video – saltate i primi due minuti di Eastenders) ed è dunque possibile farsi un’idea della scarsa obiettività con cui nel documentario si è cercato di sostenere la tesi di alcuni scienziati secondo i quali le reti senza fili non farebbero altro che aumentare i rischi legati all’esposizione all’inquinamento elettromagnetico.

Premesso che Wi-Fi e cellulari, pur funzionando nel campo delle microonde, lavorano a frequenze diverse, è scorretto non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche da un punto di vista dialettico paragonare con questa disinvoltura reti Wireless e reti cellulari. Ci piacerebbe inoltre poter concordare con il sommario di Report quando sostiene che governi e istituzioni sono sempre più interessati all’implementazione di reti Wireless. Forse la redazione di Report ha riadattando dall’inglese con eccessiva leggerezza e non ha tenuto nella giusta considerazione la situazione disastrosa del Wi-Fi nel nostro paese.

Foto dal documentario BBC \"Wi-Fi: a warning signal\"

Nell’Italia del “pacchetto sicurezza” Pisanu, che impone regole che nemmeno il tanto vituperato Patriot Act statunitense si è sognato di introdurre nel settore delle telecomunicazioni, il Wi-Fi pubblico e diffuso rimane un’utopia. Date le premesse, è dunque incomprensibile la scelta di considerare le reti Wireless come fonti di smog elettromagnetico. Nel frattempo i tralicci dell’alta tensione ronzano sopra le nostre teste mentre Radio Vaticana appesta l’etere indisturbata e senza vergogna con ripetitori e antenne sparsi per tutto lo stivale insinuandosi su qualsiasi cono d’ombra delle frequenze di altre emittenti. Per non parlare di un altro tipo di inquinamento tele-comunicativo, subdolo e di matrice politica, che nel 2009, se la legge 112/04 non verrà revisionata o abolita, costerà quasi un miliardo di euro di multa europea a tutto il popolo italiano.

Stasera guarderemo Report con attenzione e interesse, nella speranza che Milena Gabanelli sappia introdurre con le dovute cautele un argomento così delicato e che sappia precisare con dovizia di particolari l’ambiguita scientifica del servizio realizzato dalla BBC, che esattamente un anno fa fu contestato a più riprese dal Guardian, che lo definì “ingiusto”, e da WiFi Networking News, che lo definì, eloquentemente, “terrible“. Anche Bad Science, noto blog inglese, baluardo di una corretta comunicazione scientifica, si interessò alla questione e pubblicò una lettera della BBC in cui la rete televisiva ammetteva la natura controversa del documentario:

“Sfortunatamente, allo stato dei fatti non vi sono prove lampanti circa l’effetto di una esposizione a lungo termine al Wi-Fi questo è il motivo per cui abbiamo realizzato il programma. […] Tuttavia questo stesso fatto solleva questioni circa l’opportunità di installare il Wi-Fi nelle classi senza che siano state effettuate ricerche a lungo termine circa i possibili rischi per la salute.”

Mi sono adoperato per alcuni minuti nel tentativo di trovare una metafora che riassumesse efficacemente la risibile posizione della BBC, ma alla fine ho deciso che il sarcasmo del primo commento al post di Bad Science sarebbe stato difficilmente superabile:

“Vorrei fare un documentario sulle scimmie radioattive invisibili che vivono in fondo al mio giardino. Prendetemi pure in giro, ma allo stato dei fatti non ci sono prove lampanti circa la presenza di suddette scimmie e questo è il motivo per cui vorrei realizzare un tale programma.”

Anche SetteB.IT ha dato risalto alla questione. Contatteremo Report, segnalando il nostro articolo, e naturalmente vi terremo informati circa un’eventuale risposta.

Le immagini dell’articolo sono tratte dal documentario di BBC Panorama.