Fake Steve Jobs lancia l’Operazione Chokehold contro AT&T

di Andrea "C. Miller" Nepori 4

chokehold

Gli utenti iPhone italiani hanno molto da rimproverare ai propri carrier, in primis per il cartello anti-concorrenziale delle due sorelle TIM e Vodafone finalizzato a tirare verso l’alto il prezzo del melafonino per convincere il maggior numero di utenti a sottoscrivere contratti capestro. Negli U.S.A. la concorrenza nel mercato della telefonia mobile gode di salute decisamente migliore, ciò nonostante sembra che anche gli utenti iPhone statunitensi non se la passino meglio di noi. Il problema di fondo è il pessimo servizio offerto da AT&T, unico partner di Apple per la distribuzione del melafonino, le cui reti 3G sembrano reggere molto male il peso di un gran numero di dispositivi collegati e comandati da utenti vogliosi di generare traffico dati.

Dan Lyons, giornalista di Newsweek, meglio noto come Fake Steve Jobs sta provando a cavalcare l’onda del malcontento generalizzato e vorrebbe riuscire ad organizzare una sorta di Network-strike, un’azione dimostrativa coordinata e plurale volta a mettere in ginocchio il network di AT&T ad un’ora prefissata in segno di protesta. 

Con il consueto stile irriverente che lo contraddistingue Fake Steve ha pubblicato sul suo blog una finta mail interna di Apple dove si dettagliano le caratteristiche dell’operazione che egli vorrebbe mettere in piedi per intasare la rete cellulare di AT&T ad un ora precisa, venerdì prossimo.

Subject: Operation Chokehold
Venerdì 18 dicembre a mezzogiorno, ora del pacifico, tenteremo di travolgere il network dati di AT&T per metterlo in ginocchio. L’obiettivo è che ogni iPhone user (o comunque il maggior numero possibile) attivi una applicazione che trasferisca molti dati e la lasci attiva per un’ora buona. Fate arrivare il messaggio ad AT&T e fate loro capire che siamo stanchi del loro network inferiore agli standard e siamo stufi delle loro risposte offensive. L’idea è quella di creare un flash mob digitale. La chiameremo Operazione Strangolamento.

La “risposta offensiva” cui si fa riferimento è la recente dichiarazione di Ralph De La Vega, che non è un personaggio di Zorro ma il capo della divisione Servizi al Consumatore di AT&T. De La Vega suggeriva la demenziale possibilità di incentivare un uso inferiore del network dati da parte degli utenti che sfruttano maggiormente la banda, al fine di salvaguardare la salute generale del network 3G di AT&T. Non pago, De La Vega ha aggiunto che “è necessario educare il consumatore, è necessario fargli capire che cosa rappresenta un megabyte di dati”. Un po’ quello che si prefiggeva di fare il Vodafone Lab quando i pacchetti internet per iPhone 3G prevedevano ancora un limite di 600MB al mese.

L’affermazione ha scatenato le proteste degli utenti statunitensi (che non concepiscono altra possibilità al di fuori della tariffa flat, eliminarla sarebbe davvero un sacrilegio) per i quali è evidente che l’unica soluzione adottabile da AT&T sarebbe quella di investire in un potenziamento della rete. Il carrier statunitense sembra però non sentirci molto bene da quell’orecchio. Vedremo se l’idea di Lyons avrà successo e se, in quel caso, sarà in grado di generare un qualche tipo di risultato apprezzabile.