Steve Jobs: per il porno c’è Android

di Andrea "C. Miller" Nepori 10

L’oracolo di Cupertino ha parlato di nuovo attraverso il suo mezzo prediletto: la posta elettronica. La risposta che ha dato, ancora una volta, è tutt’altro che criptica e difficilmente interpretabile, anzi. E’ proprio un capolavoro di schiettezza.

Un utente Apple ha scritto a El Jobso per avere lumi sulla politica di ammissione dei contenuti all’interno di App Store. Da una parte l’autore della email citava il respingimento della applicazione satirica del premio Pulitzer Mark Fiore, dall’altra l’assenza del porno in App Store, che secondo lui Apple dovrebbe regolamentare semplicemente creando una categoria apposita. Al resto dovrebbero pensarci i genitori con il parental control.

La risposta di Steve è arrivata, puntuale:

“L’applicazione di Fiore sarà nello Store a breve. Quello era un errore. In ogni caso, riteniamo che Apple abbia una responsabilità morale nel tenere il porno fuori dall’App Store. Chi vuole il porno può comprare un telefono Android”.

Non è la prima volta che Steve Jobs associa il porno ad Android. Già durante la sessione di domande e risposte seguita all’evento per la presentazione di iPhone OS 4, Jobs aveva risposto così alla domanda di un cronista che chiedeva se fosse giusto per Apple assumere il ruolo di controllore morale del contenuto dello Store:

“Vedete, c’è uno store porno per Android da cui non si può scaricare altro che porno. Voi potete scaricare porno, i vostri figli possono farlo. Ecco, quello è un punto a cui non vogliamo arrivare, quindi non andremo in quella direzione”

In fondo la questione è sempre la solita. Dall’iPhone si può accedere a tutto il porno che si vuole, basta aprire Safari. Semplicemente Apple non vuole che i contenuti per adulti siano accessibili dallo Store, per evitare che questo si ripercuota sull’immagine dell’azienda che gestisce la piattaforma.

La legittimità di questa email, che a dirla tutta conteneva addirittura un errore di battitura (non è da Steve!) viene confermata da Tech Crunch, che ha potuto vedere le headers del messaggio.