Le ultime parole famose di Steve Jobs

di Andrea "C. Miller" Nepori 2

In più di un occasione, nel corso degli ultimi anni, il lancio di un nuovo prodotto Apple è coinciso con la palese contraddizione di una o più affermazioni che Steve Jobs ha rilasciato in passato in varie occasioni.
Brian X. Chen di Wired ha raccolto sei di quelli che definisce gli “sneakiest statements” di El Jobso, ovvero dichiarazioni rilasciate ora a questo ora a quel giornalista (ma spesso e volentieri al solito Walt Mossberg) che successivamente sono state bene o male contraddette dall’operato di Apple.

1. Nulla sotto i 500$. Durante una conference call del 2008 Jobs dichiarò che Apple non sarebbe mai entrata nel mercato dei netbook perché non era possibile costruire un computer sotto i 500$ che non fosse un pezzo di ferraglia. Molti analisti hanno preso quest’affermazione un po’ troppo alla lettera per formulare i loro vaticini sul prezzo dell’iPad, che secondo molti si sarebbe aggirato attorno ai 1000$ mentre in realtà costa meno della metà (nella sua versione base). Dichiarazione non del tutto “contestabile” se la si considera riferita alla fascia dei netbook. Tutt’ora un “vero” computer Apple sotto i 500$ non esiste.

2. Non faremo mai un tablet. Durante la All Things Digital Conference del 2003 Steve disse a Walt Mossberg che Apple non avrebbe mai fatto un tablet perché la gente non avrebbe accettato un dispositivo senza tastiera. Evidentemente con il tempo Jobs ha cambiato idea. Ma siamo proprio sicuri che allora il concept di un qualcosa di simile all’iPad non esistesse già? Il primo brevetto un proto-tablet risale al 2004 e numerosi fonti concordano nel dire che il progetto dell’iPad era in fase di sviluppo alla Apple almeno da 7 anni.

3. Non siamo interessati alla telefonia. Durante la stessa intervista a Mossberg Jobs negò anche l’interesse di Apple verso il mercato della telefonia cellulare. 4 anni dopo l’iPhone (smartphone senza tastiera, per altro) vedrà la luce. Volendo l’affermazione si può leggere anche in altro modo: Apple non era interessata a fare un telefono come tutti gli altri e per poter approdare in questo mercato ha dovuto creare qualcosa di completamente nuovo, il cui concept ancora non era stato del tutto sviluppato. Nel mezzo infatti ci fu quel mezzo fallimento chiamato Rokr, l’iTunes Phone che Apple sviluppò in coppia con Motorola.

4. Le persone non leggono più. Un’affermazione più recente, risalente al 2008. Jobs, rispondendo ad una domanda su Amazon e il suo Kindle, disse che era l’assunto alla base del prodotto ad essere errato. “Non importa quanto il prodotto sia buono o meno, perché il fatto è che la gente non legge più”. Il 27 gennaio 2010 Jobs citerà proprio Amazon come pioniera del mercato degli eBooks durante la presentazione dell’iBookstore di iPad.

5. Niente film su uno schermo piccolo. Ancora 2003 e ancora Mossberg come interlocutore. Jobs disse secondo lui nessuno aveva voglia di vedere dei video su schermi troppo piccoli. Nel 2005 arriverà invece il primo iPod video, dotato di uno schermo di 2,7″. Nel 2007 seguirà il primo iPod nano video con uno schermo ancora più piccolo.

6. Fotocamera su iPod touch. In un’intervista rilasciata a David Pogue nel settembre 2009, in relazione all’assenza di una videocamera nell’iPod touch (inserita invece negli iPod nano) Jobs spiegò che la scelta era stata fatta per tenere basso il prezzo del dispositivo e che non ci sarebbe stato alcun bisogno di aggiungere altre feature. iFixit mostrerà poi che in realtà lo spazio per una fotocamera nei nuovi iPod touch c’era eccome. Può darsi che la motivazione addotta da Jobs fosse attendibile, ma di fatto l’aggiunta di una telecamera era stata perlomeno presa in considerazione e scartata (anche secondo altre fonti) per problemi tecnici dell’ultimo minuto.

La morale della favola è che Steve Jobs, come tutti del resto, cambia idea su molte cose. A fianco di queste affermazioni ce ne sono altre che sono state tutt’altro che disattese. Non si speri, ad esempio, che la serie di improperi nei confronti di Flash (per quanto tutti riportati di seconda mano), possano rientrare in questa categoria. Le affermazioni di Jobs su Flash molto difficilmente entreranno a far parte di questa lista perché sono espressione di una direzione aziendale forte già intrapresa che Apple difficilmente potrà e vorrà invertire.

Non va sottovalutata anche la grande capacità comunicativa di El Jobso. In alcuni casi le affermazioni potevano anche essere sincere. Nel 2003 davvero Apple non aveva intenzione di commercializzare un tablet a breve perché non c’era la tecnologia necessaria e ci i sono voluti comunque altri sette anni per arrivare all’iPad. In altri casi invece ci può essere stata anche una deliberata e studiata volontà di fuorviare la concorrenza, spesso fin troppo facilmente vittima essa stessa degli effetti del famoso campo di distorsione della realtà che El Jobso sa generare attorno a sé.