Il Wall Street Journal parla della salute di Steve Jobs

di Andrea "C. Miller" Nepori 8

Che cosa spinge uno dei più grandi giornali del mondo (Wall Street Journal) a pubblicare un articolo bomba sulla salute del CEO di una delle più importanti aziende del settore dell’elettronica di consumo (Apple) nel giorno in cui quell’azienda commercializza il proprio nuovo prodotto di punta?
Non lo sappiamo, ma è ciò che è successo. Il WSJ ha pubblicato da poche ore (primo link) un articolo in cui si sostiene che Steve Jobs è stato sottoposto ad un trapianto di fegato “circa due mesi fa”.
Ancora speculazioni, ma per una buona volta ottimiste. L’impostazione dell’articolo tuttavia è parecchio strana, non ci sono riferimenti a fonti precise ma ciò nonostante l’articolo ha tutta l’aria di basarsi su dati sicuri, tanto che l’aspetto giornalistico della vicenda è forse più interessante del contenuto dell’articolo stesso.

A noi italiani potrà sembrare ormai molto strano ma il controllo e l’accuratezza dei fatti fanno ancora parte della prassi ineludibile per il giornalista americano di livello. Se il Wall Street Journal si permette di fare affermazioni così importanti significa che dietro quell’articolo c’è di sicuro qualche certezza, o perlomeno fonti davvero solide.

Ma quanto solide? Se lo chiede anche John Gruber, notando che il pezzo del Journal manca di frasi di circostanza tipiche in questi casi quali “secondo persone vicine a Steve Jobs“, “secondo il parere di persone informate sui fatti”, e via discorrendo.

E’ una situazione anomala che fa pensare ad una fonte particolarmente forte, forse qualcuno che è davvero a conoscenza dei fatti sulla salute di Steve Jobs, o addirittura una fonte interna ad Apple che ha contribuito a far sganciare la bomba con il giusto tempismo in cambio del completo anonimato sulla “source”. Del resto l’articolo è tutt’altro che pessimista: Jobs starebbe già bene e sarebbe pronto a tornare come previsto per la fine di giugno.

Il solito Gruber però non è convinto della tempistica. Al WWDC ha avuto modo di chiacchierare con vari dipendenti Apple che gli hanno confermato la presenza di Steve al campus nei giorni precedenti, vale a dire circa un paio di settimane fa (ve lo avevamo detto pure noi citando SetteB.IT, ma questa è un’altra storia). Ripresa ultrarapida o il Journal ha sbagliato i tempi?