iPhone OS 4 e il divieto ai cross-compiler: Steve Jobs spiega perché

di Andrea "C. Miller" Nepori 14

Apple ha aggiornato il contratto dell’iPhone SDK 4.0 aggiungendo una postilla al paragrafo 3.3.1 in cui si esplicita il divieto per gli sviluppatori ad utilizzare dei cross-compilatori che realizzano applicazioni iPhone a partire da altri linguaggi. La mossa mette i bastoni fra le ruote ad Adobe, che aveva puntato molto su una nuova funzione di compilazione per iPhone da introdurre in Flash CS5, e divide la community degli sviluppatori.

Steve Jobs, in un breve colloquio via email, ha risposto alle domande di Greg Slepak di Tao Effect, uno sviluppatore per Mac secondo il quale questa mossa è stato un grosso errore da parte di Apple. L’iCeo, nella prima risposta ha concesso un endorsement ufficiale a quanto scritto da John Gruber nel suo articolo che citavamo ieri:

We think John Gruber’s post is very insightful and not negative:

[Link all’articolo di Gruber]

Steve

Il succo dell’articolo di Gruber è che Apple, concedendo la possibilità agli sviluppatori di usare un compilatore cross-platform, rinuncerebbe al vantaggio di iPhone OS sulla concorrenza, dato che molti software non sarebbero più disponibili solo per iPhone, ma automaticamente potrebbero approdare allo stesso tempo su altre piattaforme. Gruber non si dice necessariamente d’accordo con questa visione, ma sostiene di comprendere con chiarezza “il movente” dietro la modifica del paragrafo 3.3.1.

Il passaggio fondamentale nell’articolo di Gruber è senza dubbio il seguente:

Ovviamente una meta-piattaforma di questo tipo non potrebbe essere controllata da Apple. Immaginate un mondo in cui il toolkit crossplatform di qualche altra azienda diventi estremamente popolare. Poi immaginate che quando Apple aggiunge nuove importanti caratteristiche all’iPhone OS l’altra azienda sia lenta ad adottarle. A quel punto, è l’altra azienda che decide quando le applicazioni di terze parti possono fare uso di quelle caratteristiche.

Nuovamente incalzato da una risposta via email di Slepak, più che convinto che ciò nonostante con il nuovo paragrafo 3.3.1 Apple limiti la creatività degli sviluppatori,  Steve ha risposto così:

Ci siamo già passati; dei livelli intermedi fra la piattaforma e gli sviluppatori in ultima analisi producono applicazioni inferiori agli standard e intralciano il progresso della piattaforma.