iWork ’09 si ricicla in iWork

di Redazione 9

Come segnala il blog 9 to 5 Mac, iWork ’09 ora si chiama semplicemente iWork. Cosa è cambiato? Nulla. Semplicemente ora da tutte le confezioni della suite da ufficio di Apple, nonché dai pacchetti “tutto compreso” Mac Box Set che contengono anche Snow Leopard e la suite iLife ’11, è scomparsa la dicitura ’09.

La cosa più triste di tutto ciò è che sul sito di Apple, da cui è stata catturata l’immagine di apertura di questo articolo, il pacchetto di iWork, vecchio di quasi due anni considerando che è stato presentato il 6 gennaio 2009 durante il Macworld di San Francisco, viene presentato con l’etichetta “nuovo” in bella vista: una vera e propria pubblicità ingannevole.

Cosa significa tutto questo? Non possiamo saperlo, ma forse ha qualcosa a che vedere con la futura distribuzione dei singoli programmi di iWork attraverso il Mac App Store. Considerando infatti che non è detto che il servizio segua pari pari il suo fratello maggiore, l’App Store di applicazioni per iPhone, iPad e iPod touch, e non è chiaro come sarà la politica degli aggiornamenti, ovvero potrebbero non essere gratuiti come nel caso di App Store, allora forse togliere l’indicatore dell’anno dal nome del programma può avere un senso.

Alla fine potrebbe quindi essere solo un modo per far uscire (e far pagare) più di un aggiornamento all’anno per le proprie applicazioni. Ovviamente si tratta solo di speculazioni, data la scarsa conoscenza che al momento abbiamo della piattaforma di vendita di applicazioni per Mac di prossima apertura e, soprattutto, di quello che frulla per la mente di Steve Jobs e soci.

Sinceramente, a mio personalissimo avviso, almeno l’etichetta di “nuovo” se la potevano (e soprattutto ce la potevano) risparmiare, anche perché potrebbe trarre in inganno molti acquirenti poco accorti, illusi di portarsi a casa una nuova e più potente versione di un programma che, in realtà, già possiedono. Insomma, una mossa più degna dei politici nostrani, avvezzi a cambiare nome e bandiera per riciclarsi, ma che non mi aspettavo proprio da Cupertino.