iPhoto ’09, il riconoscimento dei volti è di OMRON

di Gabriele Contilli 5

Un lettore ha segnalato a Tuaw di aver deassemblato l’utima versione di iPhoto, alla ricerca di informazioni relative alla funzione del riconoscimento dei volti integrata nel software.

Partendo dal presupposto che Apple, probabilmente, non abbia realizzato tale funzionalità in proprio, l’utente ha scovato nel codice dei riferimenti a OKAO nelle aree del software relative al riconoscimento dei volti. OKAO Vision è un software sviluppato dalla giapponese OMRON e sembra possa garantire caratteristiche di gran lunga superiori a quelle finora implementate in iPhoto ’09. 

Lo scopo di un’azienda come OMRON è quello di potenziare il modo in cui l’uomo e la macchina si interfacciano; spulciando nel sito dell’azienda giapponese, infatti, si nota che la tecnologia, su cui stanno lavorando dal 1995, vuole essere un modo per facilitare l’uso delle tecnologie e far sì che queste si adattino al meglio all’utente che le sta usando.

Come per ogni essere umano è facile capire, dal volto, l’età, lo stato d’animo, il sesso e altri caratteri di un soggetto, per una macchina tutto ciò è piuttosto difficile; l’immagine di un volto appare come una serie di punti più chiari e più scuri, ed è complesso riuscire a dare un significato e un valore a un’immagine del genere (e aspettarsi che la macchina elabori tutte le informazioni in pochi istanti). La tecnologia sviluppata da OMRON, però, riesce nell’arduo compito: assegnando vari livelli di luminosità alle diverse parti del viso (ad esempio gli occhi risultano sempre più scuri, le guance più chiare ecc.), OKAO Vision impiega davvero poco per riconoscere la presenza di un volto in una foto e lo individua con facilità all’interno di scatti di qualunque dimensione (minimo 20×20 pixel) con una precisione del 95%.

Le possibilità di utilizzo di una tecnologia del genere sono infinite; dato che nel sito si parla della possibilità di inserire OKAI Vision anche in cellulari o dispositivi portatili (grazie alla scarsa quantità di informazioni richieste, il software può essere implementato in configurazioni con un solo chip), pensate cosa può diventare l’iPhone se equipaggiato con una tecnologia del genere. Potrebbe accendersi o sbloccare determinate funzioni solo se riconoscesse il volto del proprietario; potrebbe interagire dinamicamente con l’utente a seconda della sua espressione e del suo stato d’animo, proponendo l’ascolto di canzoni allegre o malinconiche. Insomma, al solo pensarci ho già i brividi.

[Via|Tuaw]