Adobe risponde ad Apple su Flash e l’Open Web

di Andrea "C. Miller" Nepori 23

Continua lo scontro fra titani. Adobe ha risposto ufficialmente ai pensieri su Flash del CEO di Apple Steve Jobs con una vera e propria combo mediatica: una lettera aperta scritta a quattro mani dai cofondatori di Adobe Chuck Geschke e John Warnock (Our Thoughts on Open Markets); una nuova pagina sul sito Adobe che vuole fare chiarezza e asserire la “verità su Flash”; una nuova campagna pubblicitaria online (in Flash) sparata sui principali siti tecnologici e in un paginone di un noto quotidiano americano.

Il tema di questi tre interventi congiunti è la libertà di scelta. Adobe vuole ergersi a paladina della libertà, per gli sviluppatori e gli utenti, contro il tiranno Apple, colpevole di voler imporre un pensiero unico che uccide l’innovazione.

La lettera dei co-fondatori

Adobe ha ripescato dalla cripta (senza offesa) i due co-fondatori John Warnock e Chuck Geschke, cui è stato affidato il compito di rispondere per iscritto alla lettera del co-fondatore di Apple Steve Jobs. da bravi chairmen che si occupano solamente degli affari dell’azienda dal punto di vista di membri del Consiglio di Amministrazione, i due padri fondatori hanno detto la loro sulla openness dei mercati.

E’ spettato a loro il compito di lanciare il leit-motiv della nuova campagna Adobe, ovvero il nuovo mantra della freedom of choice. Adobe, paladina dei mercati aperti contro Apple, sostenitrice dell’unica via decisa dogmaticamente a Cupertino:

“Se il web si frammenta in sistemi chiusi, se le aziende mettono i contenuti e le applicazioni dietro mura, alcuni potranno avere successo, ma il loro successo arriverà a spese della creatività e dell’innovazione che ha reso Internet una forza rivoluzionaria. […] Riteniamo che Apple, adottando l’approccio opposto, metterà a repentaglio il prossimo capitolo del Web – il capitolo in cui i dispositivi mobili supereranno numericamente i computer, ogni individuo potrà essere un editore, e si potrà accedere al contenuto in ogni luogo e in ogni momento”.

Ci sono due contraddizioni abbastanza lampanti nella lettera dei due co-fondatori di Adobe.

Primo, si fa di tutta l’erba un fascio, mettendo sullo stesso piano la chiusura del mercato delle applicazioni per iPhone e il rifiuto al Flash compiler e la volontà di non utilizzare Flash, una tecnologia totalmente proprietaria e per niente Open. Il fatto che le specifiche siano disponibili per chiunque non basta certo a rendere Flash una tecnologia aperta nel vero senso del termine. Quelle curiose R cerchiate immancabilmente accostate al termine Flash vorranno pur dire qualcosa, no? Sui propri dispositivi Apple preferisce utilizzare altre tecnologie Web, Open nel vero senso della parola (HTML5 + JavaScript +CSS) e molto più “future-proof”.

Secondo, il ruolo dei due co-fondatori dell’azienda non è nemmeno lontanamente paragonabile al ruolo ancora prettamente tecnico che Steve Jobs svolge alla Apple. Questo si riflette in un intervento che contiene ben poca sostanza e prova solamente a contrapporre ad una figura carismatica le altre due figure con il punteggio carisma più alto all’interno di Adobe. Se fosse un incontro di wrestling del carisma verrebbe dichiarato il no-contest, potete immaginare a favore di chi.

Non a caso, per rispondere tecnicamente alla lettera di Steve c’è stato bisogno di pubblicare un’altra pagina, anonima e più tecnica, sul sito di Adobe.

The truth about Flash

La verità su Flash. E’ con questo promettente titolo che si apre la risposta tecnica alle critiche mosse da Steve Jobs nella sua lettera aperta contro la tecnologia Flash.

Nel documento Adobe cerca di controbattere punto per punto e lo fa partendo dagli errori di concetto sulle potenzialità di Flash su dispositivi Multi-Touch. Flash è in grado di funzionare sul Multi-Touch e riconoscere i touch events e interpretarli come se fossero mouse events. In più Flash 10.1 (attualmente in beta) comprende un set di API per il Multi-Touch. Flash 10.1 con API per il multitouch: estate 2010. iPhone: estate 2007. Non male come periodo di adattamento alla tecnologia del futuro.

In ogni caso, come fa notare John Gruber, il punto relativo al supporto del Multi-Touch è l’unico che apporta valore al dibattito. Per il resto questa pagina non risponde davvero alla lettera di Steve Jobs e cerca di fare chiarezza su delle “misconception” che non lo sono.

Le statistiche usate da Adobe per illustrare la pagina sulle “verità nascoste”

Nella sezione “Video” Adobe spiega ad esempio che H.264 è un codec mentre in Flash sono realizzati i player che possono riprodurrei video, compresi quelli in H.264. E’ ovvio che il confronto lo si fa solitamente fra i player Flash e quelli in HTML5, non fra Flash e il codec, ma il termine HTML5 qui nemmeno compare. La verità è che tutti i maggiori siti di video sharing hanno già un’alternativa in atto che ne permette la fruizione anche sugli iDevice. E pure vero, infine, che l’H.264 va ad intaccare il market share dei codec nativi di Flash, per quanto poi possa essere riprodotto anche da player sviluppati con la tecnologia di Adobe.

Sulla performance si dice solamente che Adobe sta lavorando per migliorare ancora la resa di Flash. La solita manfrina che si sente ripetere da anni.

Qui potete leggere il documento nella sua interezza.

Adobe “hearts” Apple

Adobe ha condensato i due interventi precedenti in una campagna pubblicitaria lanciata su carta (in un paginone del Washington Post di ieri) e soprattutto via Web su Engadget, sul New York Times e su altre grandi testate tecnologiche online. Adobe ha studiato un banner semplice e diretto (lo vedete in apertura). Il primo frame riporta solamente la scritta “We ‘HEART’ Apple”. Il secondo frame mantiene il logo Adobe in fondo e riporta la frase “Non amiamo chiunque ti tolga la libertà di creare qualcosa, di scegliere come crearlo, e di ciò che puoi fruire nel Web”.

Alla stragrande maggioranza degli utenti, però, non gliene frega nulla dello scontro fra Adobe ed Apple. Molti non sono nemmeno a conoscenza delle ragioni di questo scontro, probabilmente. A questo largo bacino di utenza (parliamo di milioni di lettori) il banner di Adobe risulterà totalmente oscuro. Per di più, se Adobe vorrà far arrivare il messaggio al target di utenti iPhone/iPad, potrà farlo solamente convertendo l’ad in HTML5.

Vinceranno Apple e l’HTML5, o Flash riuscirà a sopravvivere? E’ presto per dirlo. Di sicuro c’è solo che al di là di questi scambi rancorosi che ben poco valore aggiunto offrono all’utente (ma che i Geek seguono con interesse) sarà inequivocabilmente il mercato a decidere.

Di seguito il paginone comprato da Adobe sul Washington Post.