Zemlin: il modello App Store insostenibile sul lungo termine

di Andrea "C. Miller" Nepori 12

Jim Zemlin è l’Executive Director della Linux Foundation, un’organizzazione no-profit dedita alla promozione, alla diffusione  di Linux e alla cura degli interessi legali del Pinguino. In una lunga e interessante intervista rilasciata a Wired, Zemlin ha detto la sua sul successo dell’App Store, definendo insostenibile sul lungo periodo il modello di business scelto da Apple per il suo store virtuale di applicazioni per iPhone, iPod touch e iPad. Ma per Cupertino non ci sono solo critiche e alla Mela va il merito di aver creato una straordinaria user experience. In futuro, in questo settore, Linux emergerà comunque come piattaforma vincente.

Il dominio incontrastato dell’App Store di Apple secondo Zemlin non durerà per sempre e non c’è il rischio che succeda quello che è accaduto con Microsoft negli anni novanta, quando le API sviluppate da Redmond diventarono praticamente uno standard, grazie anche al quasi-fallimento di Apple.

L’App Store ora come ora è la soluzione più comoda e semplice, i clienti potenziali sono più di cento milioni,  l’user experience è ottima e fondamentalmente è più facile vedere risultati economici per gli sviluppatori di talento, che per questo preferiscono la piattaforma di Apple ad Android.

Ma secondo Zemlin, per quanto lo stato delle cose sia innegabile, alla lunga alcuni dei fattori negativi dell’App Store porteranno gli sviluppatori a rivalutare le priorità. Il 30% che Apple trattiene sulle vendite e il controllo sui contenuti sono ad esempio due aspetti che gli sviluppatori non accetteranno per sempre, soprattutto se nei prossimi anni le alternative Open Source sapranno affinarsi e “mettersi in pari”.

Ma per l’Executive Director della Linux Foundation Apple non è il nemico da combattere con ogni mezzo, anzi. “Apple è la miglior cosa che sia capitata a Linux da un bel po’ di anni a questa parte”, perché il successo di App Store ha fatto capire a tanti che un tipo di infrastruttura del genere è realizzabile con successo.

La creazione di una user experience davvero valida è la parte più difficile, aggiunge Zemlin, ed Apple è maestra di questa “arte”. Ma chi volesse costruire piattaforme alternative in tempi brevi, senza spendere anni nello sviluppo, non può che optare per una soluzione basata su Linux.

Potete leggere l’intervista completa su Wired.