Schiller torna sul banco dei testimoni (e porterà novità interessanti)

di Lorenzo Paletti Commenta

Phil Schiller con il nuovo iMac

Phil Schiller, Senior VP per il Marketing ad Apple, tornerà a prendere posto al banco dei testimoni nel processo Apple VS Samsung. PCWorld, che per primo ha dato la notizia, racconta che Schiller sarà ascoltato dalla giuria il prossimo marzo, quando le due compagnie torneranno a confrontarsi in tribunale.

Il secondo processo si concentrerà sui dispositivi che non erano stati inseriti nel primo. Schiller, inizialmente chiamato a testimoniare nel processo tra Apple e Samsung cominciato nel 2012, era già apparso al banco nel novembre del 2013 rilasciando interessanti informazioni.

Il VP aveva dichiarato, nell’occasione, che Samsung aveva reso “molto complicata” la vendita dei dispositivi di Apple, e che l’azienda coreana aveva “reso più difficile attirare nuovi clienti nel nostro ecosistema”. Niente di male in un libero mercato, ma Samsung sarebbe arrivata a questi risultati copiano Apple.

Nel secondo processo, Schiller sarà chiamato a testimoniare riguardo diversi aspetti di iPhone, iPad e iPod, inclusi design, sviluppo e marketing dei fortunati prodotti di Cupertino.

Samsung conta di chiamare sul banco dei testimoni Hiroshi Lockheimer. Si tratta del VP all’ingegneria di Google, che dovrebbe essere accompagnato da Todd Pendleton, marketing chief di Samsung per la divisione delle telecomunicazioni negli Stati Uniti (lo Schiller di Samsung, in sostanza). Apple, invece, potrebbe persino richiamare a testimoniare Scott Forstall, a oltre un anno di assenza dall’azienda.

Il primo processo si era concluso con una vittoria schiacciante di Apple. La corte aveva costretto Samsung a pagare 890 milioni di dollari in danni all’azienda di Cupertino. Questo nuovo processo considererà Galaxy Note, Galaxy S III e Galaxy Tab 10.1 e li paragonerà con il lavoro fatto da Apple su iPhone 4, 4S, 5 e iPad 2, 3 e 4, oltre ad iPad mini. Come per il precedente processo, anche in questo Samsung ed Apple si accusano a vicenda di violazione dei loro brevetti.

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