
L’industria degli smartphone è dominata da due compagnie: Apple e Samsung. Fin qui, niente di nuovo. Canaccord Genuity ha persino sostenuto che Apple e Samsung, insieme, registrano il 109% dei guadagni del settore (contando le perdite dei concorrenti, si arriva a questo numero improbabile).
Canaccord Genuity ritiene che Apple registri circa il 56% dei guadagni di tutto il settore, contro il 53% di Samsung. BlackBerry perde il 4% dei suoi profitti, Motorola il 3% mentre Nokia, LG e HTC perdono ciascuna un punto percentuale. Se i numeri di Canaccord non vi tornano, quello che importa osservare è un semplice fatto: Apple e Samsung sono le uniche a guadagnarci, nel settore smartphone, e lo fanno con grande distacco sulla concorrenza.
Mike Elgan di Cult of Mac, però, pensa che la differenza fondamentale tra Apple e Samsung sia legata al fatto che la compagnia coreana, al contrario di Apple, abbia dimostrato che rubare e copiare sia ben più conveniente che innovare. Il prezzo da pagare, per una condotta non proprio eccelsa, è comunque inferiore ai guadagni pazzeschi che Samsung sta ottenendo.
A confermarlo, secondo Elgan, sarebbero proprio le parole di Bill Price, avvocato di Samsung che sta seguendo le sedute del processo Apple VS Samsung di questi giorni. Nel suo discorso d’apertura, Price ha spiegato che: “Questo non è un caso nel quale stiamo discutendo se 13 telefoni di Samsung contengano proprietà di Apple”, ma solo quanto Samsung deve pagare a Cupertino.
Elgan sostiene che questa dichiarazione suoni un po’ come: “Vostro onore, è chiaro che abbiamo violato i brevetti di Apple con 13 dispositivi, ora sbrighiamoci a decidere quanto dobbiamo pagare”.
E se avete ancora fiducia verso Samsung, aspettate di scoprire che la Fair Trade Commision di Taiwan ha di recente multato Samsung per 340 000 dollari per astro-turfing, ovvero per avere pagato persone con il solo scopo di scrivere commenti a favore dei dispositivi Samsung sui forum on-line. O ricordatevi di come Samsung ha taroccato i risultati dei benchmark sui suoi dispositivi (caso scoperto da ArsTechnica) e ha poi negato che la cosa stesse realmente avvenendo, andando contro ogni dato raccolto tramite i loro dispositivi. O ancora, quando sempre la FTC di Taiwan ha dato un’altra multa a Samsung per avere mentito sulle funzioni dei suoi telefoni negli spot pubblicitari.
Samsung sembra avere il vizietto di rubare, mentire, e copiare. Niente in contrario. Samsung non si è mai tirata indietro, quando è stato il momento di pagare. Il fatto che 340 000 dollari (o 52 milioni – come chiede Apple) siano noccioline, per Samsung, è un’altra storia.
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