Nokia lancia un telefono Android? Ma perché?

di Giovanni Biasi 11

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Secondo un report pubblicato recentemente dal The Wall Street JournalNokia si starebbe preparando, in occasione del Mobile World Congress di Barcellona di questo mese, a presentare Normandy, che non sarebbe altro che uno smartphone basato su Android. Non c’è nessun’altra informazione in merito, al momento; si sa solo che Microsoft, in questo modo andrebbe a lanciare sul mercato degli smartphone un dispositivo unico nel suo genere, basato su Android ma con app store e applicazioni di base proprietarie. Ma può davvero succedere una cosa del genere? 

La risposta, se si va ad analizzare la struttura alla base di Android, è no.

Perché nonostante si parli così tanto di open source, la verità è che il sistema operativo mobile made in Google diventa ad ogni aggiornamento un po’ più chiuso, e ad ogni aggiornamento un po’ più dipendente dalla casa madre. Non è vero, quindi, che ognuno può farci ciò che vuole. Non è vero che è un sistema operativo libero.

Perché Android, fondamentalmente, è sorretto da due grandi colonne: quella chiamata AOSPAndroid Open Source Platform, che è la più “aperta” e non è altro che la base del sistema operativo; e quella chiamata GMSGoogle Mobile Services, che rappresenta tutto quello che gira intorno alle applicazioni native di Google, e al suo app store (e ci troviamo quindi l’integrazione con Google+, la ricerca, Google Maps, Chrome e diverse altre). Il problema è che GMS non è open source, e non funziona come per l’AOSP, che chiunque può prendere e installare sul proprio dispositivo.

Ad ogni modo, GMS non è un’installazione obbligatoria. Chiunque, anche Nokia, può prodursi il suo bel terminale e installarci solo l’AOSP, e poi prodursi autonomamente tutte le altre applicazioni, il proprio app store, e così via.
Ma conviene? No, affatto.

Perché come si diceva in apertura, Google sta, ad ogni aggiornamento, rendendo Android un po’ più chiuso, un po’ più proprietario – in altre parole, sta facendo in modo che il sistema operativo dipenda sempre più dai GMS, e sempre meno dall’AOSP, tagliando di fatto funzionalità da quest’ultimo per renderle parte dei primi. Di conseguenza, senza il supporto di Google, un’ipotetica Microsoft avrebbe bisogno di sviluppare le proprie applicazioni in funzione degli aggiornamenti del sistema operativo su cui si basa, e capite facilmente quante variabili si aprano a questo punto, e quanto sia scomodo lavorare su un sistema del genere.

Quindi, Nokia, dicci: per quale motivo al mondo dovresti star sviluppando uno smartphone Android?

via | Cult of Android