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Hai fatto il jailbreak? Non puoi sparare: il caso di Deus Ex: The Fall

deus jailbreak

Dura lotta al jailbreak ed al traffico illegale di applicazioni: da tempo gli sviluppatori tentano di arginare il problema del warez su App Store, ma l’ultima mossa di Square Enix appare davvero geniale.

La casa produttrice, già famosa per titoli come Final Fantasy o Tomb Raider, ha rilasciato da poco su App Store il suo nuovo gioco “Deus Ex: The Fall”. Il prezzo, per i “normali” acquirenti, è di 5,99€; prezzo che si annulla, ovviamente, nell’eventualità del download illegale dell’applicazione su prodotti iOS jailbroken. Ma le due versioni del gioco (quella a pagamento e quella “gratuita”) sembrano differire, e nemmeno di poco.

Gli utenti che installano il gioco su terminali Apple “sbloccati”, infatti, non visualizzano alcune schermate introduttive dell’applicazione, il tutorial e – soprattutto – una volta caricato il primo livello visualizzano un reminder che recita la seguente frase:

“Ci dispiace, ma non si può sparare su dispotivi jailbroken”.

In definitiva, la versione dell’applicazione in caso di jailbreak è stata castrata in termini di funzionalità, eliminando quella che è probabilmente la principale caratteristica in un gioco d’azione.

Mossa, dunque, apparantemente geniale da parte dello sviluppatore, che in questo modo potrà frenare il download abusivo del gioco ed evitare perdite di ricavi.

Dall’altra parte, tuttavia, mentre sulla rete iniziano a rimbalzare commenti ironici sulla vicenda, non mancano i dubbi circa quella che potrebbe presto diventare un’azione emulata da altre software house.
La rete per i downloader illegali inaugurata da Square Enix, infatti, certamente impedisce il warez delle applicazioni (il jailbreak è infatti condizione necessaria per l’installazione di questi prodotti); tuttavia, essa finisce per tagliare fuori anche tutti gli utenti “onesti” (virgolette necessarie, considerata l’annosa questione circa la legittimità o meno del jailbreak) che hanno sbloccato il proprio dispositivo per motivi completamente estranei a quelli dello “scrocco” gratuito delle applicazioni.

Nell’attesa di vedere in che modo si comporteranno gli sviluppatori competitors nel prossimo futuro (coglieranno l’idea di Square Enix?), è possibile già immaginare una Apple favorevole all’iniziativa (così come a tutto ciò che possa limitare il fenomeno jailbreak).