iPad Pro non può sostituire un PC, anche se amate i tablet

di Lorenzo Paletti 3

iPad Pro non può sostituire il PC. Il problema non è l'hardware, potente ed efficace, ma il software. iOS è ancora troppo immaturo per sostituire un computer con la sua tastiera, il suo trackpad e il flessibile OS X che abbiamo imparato ad amare. E non importa quello che racconta Tim Cook.

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Il nuovo iPad Pro? Un dispositivo spettacolare, ma certamente non in grado (o non ancora, almeno) di sostituire il PC per migliaia di persone. Lo pensa anche Walt Mossberg, giornalista guru del settore dell’elettronica di consumo, amico di Steve Jobs e (anche se lui non lo dichiara apertamente) fanboy Apple.

I primi modelli di iPad Pro sono arrivati nelle mani delle grandi testate giornalistiche negli scorsi giorni. Anche Mossberg ha messo le mani sul nuovo iPad da 13 pollici, ma proprio questo lo ha convinto di due cose: 1) non può sostituire un Mac e 2) a meno di essere dei grafici o di lavorare con le immagini, un iPad Air sarà più che sufficiente per la maggior parte del pubblico.

Moosberg rivela di essere un amante dei tablet, di vivere per la maggior parte del tempo su un tablet e di utilizzare il suo MacBook solo quando devo lavorare (ovvero scrivere) ma se si tratta di mail, guardare fotografie e video, l’autore non è certamente il solo ad utilizzare iPad con piacere.

Il problema della nuova generazione di iPad (e di iPad, in generale) è il fatto che non è in grado di scalare su schermi di diversa dimensione. L’interfaccia di iPad Pro è uguale a quella di iPad Air, solo ingrandita. Non aumenta il numero di applicazioni disponibili a schermo. Non aumentano le informazioni visualizzate da una app, e non aumentano nemmeno le finestre che è possibile aprire contemporaneamente con il multitasking a schermo diviso.

Questo perché iOS su iPad è un sistema che può vantare migliaia di applicazioni (dovrebbero essere circa 850 000), senza però essere in grado di usare davvero tutto lo schermo a disposizione.

Sono anni che Apple viene accusata di non evolvere iOS, e il luogo dove si sente maggiormente questa differenza è proprio iPad. iPad Pro non ha alcuna differenza, se non lo schermo di maggiori dimensioni e il supporto ad Apple Pencil, rispetto alle controparti più piccole.

Non permette di visualizzare più di due applicazioni contemporaneamente. Non consente di utilizzare scorciatoie da tastiera (nemmeno con la carissima custodia di Apple lanciata insieme al dispositivo). È difficile da tenere sulle gambe se lo si vuole usare in abbinamento alla tastiera (pesa troppo poco rispetto al resto del device) e gli mancano applicazioni professionali che un professionista possa usare rapidamente e con efficacia come può fare su un Mac.

Tim Cook ha dichiarato di sopravvivere ogni giorno usando esclusivamente un iPad Pro e un iPhone. Forse lui è in grado di farlo. E forse potranno riuscirci anche grafici e artisti che potranno sfruttare a pieno Apple Pencil e l’ampio display del nuovo iPad. Per tutti gli altri OS X, il suo parco di applicazioni e le sue feature mature rimarranno la scelta principale ancora per diversi anni. Almeno che Apple non decida di mettersi d’impegno su iOS.

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