Google arriva in ritardo di 9 anni e cerca un produttore per fare concorrenza all’A9 di Apple

di Redazione Commenta

Google fa la corte alle aziende specializzate nella produzioen di chip per convincerle a creare hardware su misura per i dispositivi Android, così da diminuire la frammentazione (almeno dei processori) sui dispositivi Android.

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Google arriva in leggero ritardo. Sono anni che Apple progetta hardware e software dei suoi dispositivi per fornire una esperienza unica ai suoi utenti. Il gigante di Mountain View, invece, si è limitato a sviluppare software fino ad ora, chiedendo solo supporto a compagnie esterne per la produzione degli smartphone della linea Nexus.

Ora Google dimostra un’altra volta quanto avanti sia stata Apple da sempre. L’azienda co-fondata da Brin e Page avrebbe infatti cominciato a guardarsi attorno alla ricerca di un partner commerciale per progettare e avviare la costruzione di un nuovo system-on-a-chip che possa fare concorrenza alla linea AX di Apple, e in particolare ad A9 montato sull’ultima generazione di iPhone.

Amir Efrati di The Information sottolinea come la tecnica di Google, una volta indicata come uno dei punti di forza di Android, si sia dimostrata una lama a doppio taglio per Google. Android, infatti, gira su una miriade di diversi dispositivi, ma proprio per questo ci sono diversi tipi di hardware: fotocamere, display, sensore e soprattutto chip, che richiedono uno sviluppo impegnativo e soprattutto rischiano di non essere sfruttati al pieno delle loro potenzialità da un sistema operativo progettato per girare sostanzialmente su qualsiasi hardware.

Apple sarebbe alla ricerca di un partner per creare un chip che permetta di scattare fotografie più rapidamente, raccogliere dati in tempo reale sull’ambiente e tracciare con precisione la posizione di un utente nello spazio.

Google vorrebbe convincere un produttore (o più produttori) di chip a creare processori sulle specifiche indicate da Google, così da fornire una ottima base di partenza a tutte le aziende che costruiscono e vendono smartphone.

Secondo Efrai questa sarebbe però una mossa particolarmente rischiosa per Google, considerato che i guadagni sulle vendite dei dispositivi Android sono già al minimo.

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