Un utente fa causa ad Apple: “Pubblicità Siri ingannevole”

di Lucio Botteri 12

Una federal class action (una causa, in pratica) contro Apple perché il suo assistente vocale, Siri, non avrebbe le prestazioni vantate, e sbaglierebbe in alcuni casi. Gli spot pubblicitari sarebbero ingannevoli.

Un’azione legale contro una versione beta, lascio a voi giudicare. Dopo il salto tutti i dettagli.

L’attore giuridico di questa action è Frank M. Fazio. “Attore” è parola giuridica che indica chi intenta l’azione. In inglese si usa anche la dizione “plaintiff”, che troviamo nella frase:

When plaintiff asked Siri for directions to a certain place, or to locate a store, Siri either did not understand what plaintiff was asking, or, after a very long wait time, responded with the wrong answer

Cioè:

Quando l’attore [dell’azione legale] ha chiesto a Siri come andare in un certo posto, o di trovare un negozio, Siri o non ha capito cosa chiedeva l’attore, o, dopo un’attesa molto lunga, ha dato una risposta sbagliata.

Gli spot incriminati:

 

In questi filmati Siri viene usata per ottenere varie informazioni (culturali, ricette e via dicendo), per far leggere sms o scriverli, per ottenere informazioni meteorologiche, come navigatore e come timer.

Secondo Fazio, l’Assistente virtuale Siri non funzionerebbe come pubblicizzato, e sarebbe solo un trucco per attrarre i clienti all’acquisto di un iPhone più caro.

Fazio, che è di New York, assistito da Robbins Geller e altri, il 6 marzo ha intentato alla Corte Distrettuale di San Jose, in California, una causa (action) a cui si possono associare altri utenti delusi (class) da tutti gli Stati Uniti (federal). Sostiene che gli spot violerebbero il California’s Consumers Legal Remedies Act e la Unfair Competition Law (Legge sulla competizione scorretta). Citando il sito ufficiale Apple, ha fatto presente che il prezzo di un iPhone parte da 99 dollari, mentre quello di un iPhone 4S da 199, e questa pubblicità, da lui definita aggressive avrebbe fruttato 33 milioni di dollari, dei 37 incassati per iPhone. Il maggior prezzo di 100 dollari non sarebbe giustificato perché le funzionalità offerte non funzionerebbero. Apple sarebbe stata a conoscenza dei difetti prima della sua distribuzione e l’avrebbe “seppellita” nel suo sito web nella frase “amorfa”:

Siri è al momento in beta e continueremo a migliorarla col tempo

Afferma Fazio, aggiungendo che né lui né altri avrebbero comprato l’iPhone 4S al prezzo venduto da Apple. Quasi superfluo far notare che le differenze dell’iPhone 4S rispetto all’iPhone 4 non si limitano all’Assistente Vocale, basta dare un’occhiata alla nostra recensione per rendersi conto di questo.

La casa di Cupertino non ha risposto pubblicamente, ma ha più volte fatto notare che sebbene raramente distribuisca versioni beta, in questo caso l’ha rilasciata per poter creare la libreria di “voice input” di cui hanno bisogno le funzioni di riconoscimento voce.

Joe Palazzolo, giornalista del Wall Street Journal, afferma di essere lui stesso un possessore di iPhone 4S e che Siri generalmente risponde alle sue richieste di informazioni, anche nel traffico del centro. Notate, nel suo articolo, il gioco di parole tra “serious” (serio) e “sirious” (da “Siri”).

Concludendo, facciamo notare che Apple, insieme a Vodafone, ha già vinto una causa, in Inghilterra, riguardante proprio l’iPhone 4S.

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