Apple vuole bloccare Spotify. La FTC investiga

di Redazione Commenta

La FTC sta approfondendo le discussioni di Apple con le etichette discografiche. Il sospetto: Apple vorrebbe bloccare il servizio di riproduzione musicale gratuita di Spotify per dare più forza a Beats Music, che sarà integrato in iTunes Radio questa estate.

Spotify

Si parla ancora di streaming musicale, e questa volta Apple finisce nel mirino della FTC a causa delle sue pressioni per la chiusura del servizio gratuito di Spotify.

Apple ha intenzione di lanciare durante la WWDC di quest’anno il suo nuovo servizio musicale basato su Beats Music. L’azienda di Cupertino starebbe progettando un servizio a pagamento privo di qualsiasi opzione gratuita. D’altro canto servizi come Spotify permettono agli utenti di ascoltare gratuitamente brani musicali in cambio dell’ascolto di inserzioni pubblicitarie.

Solo il 25% degli utenti di Spotify è disposto però a pagare i 10€ mensili per l’abbonamento premium, e Apple non sembra intenzionata a perdere utenti a causa di un servizio concorrente gratuito. Per questa ragione l’azienda di Cupertino starebbe cercando di convincere le etichette discografiche a negare i permessi per la riproduzione di musica gratuita a Spotifty.

La Federal Trade Commission non sarebbe però particolarmente entusiasta di questa mossa di Cupertino:

Gli investigatori della FTC, ancora ai primi passi della loro inchiesta, si chiedono se gli sforzi di Apple faranno cambiare il parere alle etichette discografiche riguardo altri servizi di streaming, per esempio negando la riproduzione di musica con pubblicità per spingere più brandi a prezzi più alti.

Apple sarebbe sul piede di guerra non solo contro Spotify, ma anche contro YouTube. Pare che i dirigenti di Apple avrebbero offerto a Universal Music Group di pagare le royalities dei video videoclip musicali caricati su YouTube se Universal avesse ritirato il suo catalogo di video dalla piattaforma di Google.

La FTC sta parlando con diversi dirigenti di etichette discografiche che sono in contatto con Apple, ma delle fonti interne all’industria discografica hanno raccontato a Bloomberg che Apple non avrebbe mai fatto simili richieste.

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