Apple VS Samsung, Phil Schiller è il primo testimone

di Andrea "C. Miller" Nepori Commenta

Il nuovo processo Apple Vs. Samsung, iniziato lunedì scorso a San José, è entrato nel vivo ieri quando sul banco dei testimoni si è seduto Phil Schiller.
Il Senior Vice President responsabile della divisione marketing di Apple ha tenuto fede a quella narrativa che già aveva avuto modo di esporre nel corso del primo processo contro Samsung, quello dell’agosto 2012 ed ha esposto ai giurati la storia dell’iPhone, enfatizzando come nel 2004, quando Apple decise di costruire l’iPhone, non ci fosse nulla di simile sul mercato. Quella decisione fu un azzardo non da poco perché Cupertino stava letteralmente scommettendo sul proprio futuro.phil_schiller_court-100259115-large

“Apple aveva solo due prodotti, al tempo,” ha detto Schiller, “l’iPod e il Mac. Non avevamo mai costruito un telefono e non sapevamo nulla di radio, antenne e tutte le cose che costituiscono un telefono”.

Il concetto che Schiller ha cercato di veicolare è che Apple fu l’azienda abbastanza coraggiosa da tentare questa nuova strada, che nessuno aveva mai percorso prima. Samsung, invece, si sarebbe presa il meglio di quell’esperienza senza nessuno dei rischi che Apple ha corso, semplicemente copiando le soluzioni inventate da Apple durante il percorso che ha portato alla creazione dell’iPhone, come lo slide to unlock.

Il riferimento non è casuale, perché uno dei brevetti che Samsung avrebbe violato riguarda proprio la la funzionalità basilare di sblocco del telefono. Per descriverne l’unicità alla giuria, Schiller ha citato la scelta di utilizzare proprio quell’azione nel primo spot dell’iPhone.

La stragrande maggioranza del pubblico non aveva ancora mai preso in mano un iPhone e mostrare proprio quella funzione fu fondamentale per far capire, in quei trenta secondi di pubblicità, qual era la rivoluzione che Apple stava innescando: iPhone era un nuovo telefono con funzionalità mai viste prima ma che allo stesso tempo non necessitava di alcun manuale di istruzioni, tanto era semplice adoperarlo.

Sottoposto poi alle domande del legale di Samsung Schiller ha cambiato atteggiamento, comprensibilmente, ed ha risposto più di una volta con un “non capisco che intenda” che non ha reso facile l’interrogatorio. L’udienza si è interrotta prima della fine dell’interrogazione dei legali Samsung, pertanto quando il processo riprenderà, venerdì prossimo, Phil Schiller sarà ancora chiamato a deporre e a rispondere ad altre domande degli avvocati della difesa.

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