Apple perde l’appello nella causa sugli eBook, dovrà pagare

di Lorenzo Paletti 1

Apple ha perso l'appello per la questione iBookstore, e sarà costretta a pagare 450 milioni di dollari. L'accusa: avere alzato i prezzi dei libri su iBookstore in accordo con i big dell'editoria americana.

13.05.24-iBooks

La corte di appello a cui Apple si è rivolta ha deciso: l’azienda di Cupertino ha collaborato con le grandi case editrici per alzare i prezzi dei libri su iBookstore. Apple dovrà pagare una multa di 450 milioni di dollari.

A mettere la firma sulla decisione sono stati i giudici Debra Ann Livingston, Raymond J. Lohier e Dennis Jacobs. Anche se Apple ha continuato a combattere legalmente la causa, ha raggiunto un accordo con il governo per il pagamento di una multa di 450 milioni di dollari lo scorso anno.

L’accusa rivolta ad Apple era di avere collaborato con le grani case editrici per modificare (al rialzo) i prezzi dei libri venduti su iBookstore. L’azienda di Cupertino si era opposta al pagamento dei 450 milioni di dollari facendo ricorso rispetto alla prima decisione. Se il nuovo tribunale avesse accettato il ricorso di Apple, la cifra da pagare sarebbe scesa a 70 milioni di dollari, ma così non è stato.

Circa 400 milioni di dollari saranno riconsegnati agli acquirenti che hanno acquistati libri con un prezzo rialzato, mentre 50 milioni di dollari serviranno a coprire le spese legali del processo.

La corte ha scritto:

Concludiamo che la corte distrettuale ha correttamente concluso che Apple ha orchestrato una cospirazione con gli editori per alzare i prezzi degli ebook, e che questa cospirazione non avrebbe potuto essere eseguita secondo il capitolo 1 dello Sherman Act, e l’ingiunzione è calcolata con lo scopo di proteggere il pubblico da ulteriori danni. Per queste ragioni, la decisione della corte distrettuale è confermata.

Apple ha commentato la decisione:

Benché vorremmo lasciarci tutto questo dietro le spalle, questo caso ha a che fare con princìpi e valori. Sappiamo di non avere fatto nulla di male nel 2010 e stiamo cercando di capire come muoverci.

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